Paura di Parlare in Pubblico? Superala così!

Perché siamo così spaventati quando dobbiamo prendere la parola davanti ad altri? Che siano parenti, colleghi, clienti o estranei poco importa.

Secondo un’indagine statistica effettuata nei paesi europei, fra le paure più diffuse dell’uomo contemporaneo c’è  la paura di parlare in pubblico. Prendere la parola davanti ad altre persone è una delle ansie più diffuse, al secondo posto dopo…indovina?  La paura della morte!

Come reagisce il nostro corpo quando siamo chiamati a salire su un palco? Ecco cosa accade quando l’ansia ci assale:

  • le tempie iniziano a pulsare
  • la salivazione si azzera
  • la memoria ci abbandona
  • la voce si strozza in gola
  • l’emozione ci gioca un brutto scherzo

Rischiamo così di vanificare tutto il lavoro di preparazione.

Il principe Harry d’Inghilterra in un’intervista ha dichiarato:  «Nonostante il fatto che io rida e scherzi tutto il tempo, divento incredibilmente nervoso prima di entrare in una stanza piena di persone» – Questo dimostra che nessuno si salva a priori dallo stresso di parlare in pubblico!

Ora, detto questo,  cerchiamo di capire in che modo si può superare questa paura.

I 7 consigli per superare la paura di parlare in pubblico

1. Le cose che hai da dire vanno “preparate”, non penserai mica di improvvisare?! Quindi, definisci una scaletta degli argomenti, organizza le cose da dire con uno schema dei concetti principali e tienilo sempre a portata di sguardo mentre parli.

2. Libera la tua energia. Inizia con un tono alto e caloroso per rompere il ghiaccio e creare subito l’atmosfera migliore per dire tutto ciò che devi dire.

3. Coinvolgi il tuo pubblico. Fai loro qualche domanda, chiedi cosa si aspettano di sentire da te, mettili a proprio agio. Automaticamente si sentiranno coinvolti e ben disposti ad ascoltarti.

4. Altra regola fondamentale, la Comunicazione deve essere di qualità. Quando comunichi hai bisogno di usare frasi semplici, un linguaggio chiaro ed efficace che sia fruibile e fluido. Comunicare significa essere al servizio di ciò che devi dire e dovrai far in modo di presentare al meglio il tuo discorso.

5. Usa le metafore. Si perché le metafore, le storie e le citazioni rendono più vivace il contenuto e tengono desta l’attenzione delle persone.

6. Entra con le tue emozioni, non aver paura. Sorridi mentre parli, fai spaziare lo sguardo su tutti i tuoi interlocutori, assumi una postura ferma e rassicurante. Il linguaggio del corpo parla da solo e arriva agli altri prima delle tue parole.

7. Immagina gli applausi che riceverai alle fine del tuo discorso e preparati a gioire del tuo successo nel aver saputo brillantemente parlare in pubblico.

Se vuoi approfondire questo tema e darti la possibilità di migliorare e diventare un grande comunicatore

>>> GUARDA QUI <<<

Sai Comunicare in modo sintentico?

La sintesi è un dono che alcuni hanno e altri no. Essere sintetici è una capacità che si può imparare. Spesso mi capita di incontrare persone che per darmi un’informazione o raccontarmi un concetto mi fanno perdere ore con dettagli di nessuna importanza.

Stringi, per favore!” mi verrebbe spontaneo dire.
Invece il più delle volte, per non offendere il mio interlocutore, lo lascio parlare.

La sintesi è fondamentale!

E’ sinonimo di lucidità e chiarezza, può rendere tutto più forte e incalzante. Con pochi concetti espressi in modo diretto ed efficace è più facile catturare l’attenzione di chi ci ascolta. Diversamente tutto diventa banale e un po’ noioso perché ripetitivo.

E questo vale per tutto. Mi viene in mente l’esempio dei fotografi: molti hanno bisogno di fare migliaia di foto per raccontare un momento, un’esperienza, un sentimento. Mentre ad altri basta uno scatto per raccontare il mondo intero. E sono sempre più incisivi.

SCOPRI COMUNICAZIONE D’IMPATTO

Parlare, informare, influenzare, vendere, raccontare: sono tutte azioni che passano attraverso la capacità di comunicare generando impatto in chi ascolta.

Cosa significa generare Impatto?

Vuol dire rimanere ‘impressi’ nella mente di chi ascolta, far in modo che le persone si ricordino di te e di quello che hai detto, che siano incuriosite e facciano domande su ciò che tu offri o proponi.

Come si fa?

Utilizzando le più efficaci strategie di Comunicazione d’Impatto che ti permettono di trasmettere credibilità e di ottenere il massimo risultato in termini di efficacia in poco tempo.

Cioè devi essere:

  • SINTETICO: vai subito al sodo, parla il meno possibile
  • ORIGINALE: cerca di differenziare il contenuto o il modo di veicolarlo
  • EMOZIONALE: non tralasciare mai ciò che senti, se hai delle sensazioni particolari condividile con chi ti ascolta. Sii autentico!
  • COINVOLGENTE: cerca l’interazione di chi ascolta sia per interessare le persone, sia per avere un ritorno sull’efficacia del tuo discorso.

Come Allenarsi?

Osserva le persone che sono in grado di parlare in modo sintetico e analizza le loro performance. Per aumentare l’impatto della tua comunicazione devi trovare e puntare sul tuo stile facendo prove su prove…anche riprendendoti con lo smartphone.

SCOPRI E SPERIMENTA COMUNICAZIONE D’IMPATTO.

Buon Allenamento!

Impara a Comunicare in Ascensore

Nessuna azienda o quasi insegna ai propri manager o dipendenti a comunicare nelle situazioni informali. Eppure queste rappresentano contesti chiave di relazioni, collaborazioni e negoziazioni.

Saper comunicare anche in ascensore o davanti alla macchinetta del caffè (senza slide o discorsi preparati) può fare la differenza e ti può regalare gran belle soddisfazioni.

Una delle capacità fondamentali più richieste sul lavoro è saper comunicare in modo:

  • CHIARO – per non generare fraintendimenti;
  • SINTETICO – per usare bene il tempo di tutti;
  • IMPATTANTE – per lasciare il segno, risultare autorevole e credibile.

Potrebbe capitarti di trovarti in una situazione improvvisa ed informale e dover conversare o rispondere prontamente a colui che hai davanti. Beh anche in questi casi, devi saper rispondere in pochi secondi in modo sensato e credibile, trasmettendo di te un’immagine professionale e convincente.

Non puoi permetterti di intaccare la tua reputazione solo perché in quell’istante non eri pronto!

È quello che gli inglesi chiamano appunto “Elevator Speech”, ossia la situazione estemporanea che richiede una comunicazione che risulti chiara sintetica ed impattante, senza che si abbia a disposizione del tempo per prepararsi.

L’importanza di un metodo

È curioso come queste situazioni abituali siano gestite spesso senza nessuno strumento.

Diventa quindi necessario, anzi direi fondamentale, disporre di tecniche e strumenti che ti consentano di essere efficace e convincente in ogni occasione.

SCOPRI COMUNICAZIONE D’IMPATTO

Mi preme sottolineare che comunicare in modo efficace in ascensore non significa:

  • avere un sorriso plastico
  • chiedere “come stai?”
  • affermare che oggi è una bella giornata di sole
  • evidenziare quanto traffico c’è in città

Il FOCUS principale deve essere sull’interpretazione delle micro espressioni facciali, variazioni di posizione e variazione di frequenza respiratoria che il nostro interlocutore mette in atto dopo una nostra affermazione. Attenzione AFFERMAZIONE e non DOMANDA.

Il motivo per cui, in situazioni di questo tipo è meglio affermare, piuttosto che chiedere è semplice. Nell’instante in cui incontro una persona, dopo che si sono aperte le porte, anche se la conosco non è detto che abbia voglia di parlare e tantomeno rispondere e se si aggiunge che  il fattore tempo, circa 5 secondi tra un piano e l’altro, non aiuta ad essere esaurienti nella risposta, potrebbe portare la persona a cui abbiamo rivolto una domanda ad essere molto superficiale o addirittura a sviare nella risposta, non per mancanza di volontà, ma per la razionale consapevolezza che il tempo a disposizione è poco. Vediamo questo caso.

Le porte si aprono, in ascensore ci sono Marco ed altre 2 persone. Luca entra

Luca: “Ciao Marco!”

Marco: “Buongiorno Luca!”

Luca: “Come è andata la riunione ieri”

Marco: “Tutto bene”

DinDin … Marco è arrivato al piano e si appresta a scendere.

Marco: “Ciao, a domani”

Luca: “Ciao”

Di certo questa ricca conversazione non ha portato nessun valore aggiunto al rapporto tra Luca e Marco. Anzi spesso e volentieri molte domande sembrano rivolte solamente per riempire quei 5 secondi da un piano all’altro. Risultano sterili e fredde ed è palese che

DELLA TUA RISPOSTA NON GLIENE FREGA NULLA A NESSUNO!!!

Se poi si aggiunge che sono presenti altre persone (conoscenti o non conoscenti), chi mi dice che Marco abbia voglia di far fare i fatti suoi a colleghi che a mala pena conosce?

Saper intraprendere un mini discorso efficace e che porti ad un risultato, in ascensore, NON è FACILE, ma con un pò di pratica e alcuni consigli si PUO’ FARE.

Anzitutto si presuppone una precisa conoscenza del contesto, dello stabile/struttura, del business, delle criticità del momento e dell’aria che tira. Avere le giuste informazioni in qualunque processo di comunicazione, in ascensore, in pubblico, in una riunione del CDA, in una trattativa.

Se non hai informazioni, se sei il consulente che entra per la prima volta in quell’ascensore, meglio che stai zitto! Saluta e Basta!

Nel 2015 mi è capitato di essere in un’ascensore con il direttore risorse umane dell’azienda, si stavano facendo tagli importanti al personale, entra questo consulente (giacca, cravatta, profumo, valigetta, e scarpe … più o meno pulite) e esordisce senza conoscere nessuno con “Che bella questa struttura, certo che ti viene voglia di lavorare in posti come questi!” …  Il direttore : “e… Già” … e poi silenzio.

QUINDI?

Anzitutto come in ogni processo comunicativo bisogna avere un chiaro obiettivo. E di solito, in occasioni di questo tipo sono 2 i potenziali obiettivi:

  1. migliorare o creare Rapport (aumentare o ripristinare la sintonia e il feeling )
  2. fissare un incontro per affrontare una tematica

Come prima cosa utilizza un truismo. Il più semplice in questo caso è confermare il piano che raggiunge il tuo interlocutore: “Stai andando al 5° piano giusto” … di solito la risposta è “SI”. Se la risposta fosse: “NO, oddio mi sono sbagliato” ti porti già a casa un grande risultato e di sicuro non ti devo spiegare come poter continuare il discorso, l’unica cosa che ti suggerisco è di non farlo sentire un rincogl… insomma hai capito.

Dopo il “SI” puoi fare una seconda affermazione “vera” come potrebbe essere un riferimento al piano da raggiungere: “il 5° piano, l’amministrazione!” oppure “il 5° piano, ristrutturato da poco vero?” ancora “il 5° dove ieri si è svolta ( o si svolgerà ) la riunione del CDA questo pomeriggio”.

Ed ora osserva, espressioni, sospiri, sorrisi o sguardi che piombano nella tromba dell’ascensore oppure rivolti al cielo ricercando un atto di misericordia … che mai arriverà 🙂 !

A questo punto si apre un complesso scenario di possibilità. Ricordiamo insieme qual’è l’obiettivo: migliorare o creare Rapport oppure fissare un incontro per affrontare una tematica ?

Nel caso fosse il primo… in funzione del modo di reagire all’ultima tua frase puoi aggiungere un semplice inciso che ti permetterà di essere ricordato : “ho visto tanti talenti uscire dal 5° Piano, certo che non è facile” oppure “ho sentito che il CDA di ieri ha scaldato gli animi” oppure “appena ho un minuto ti passo a salutare cosi mi fai vedere il nuovo set up del piano” oppure “tutti mi parlano bene dell’amministrazione (solo se è vero)”. Insomma qualcosa che tenda a confermare una buona sensazione positiva nel caso tua avessi percepito dalla sua fisiognomica un segnale positivo, oppure una frase che tende a sdrammatizzare nel caso avessi percepito una sensazione negativa.

Se il tuo obiettivo è continuare a parlare con la persona che il destino ti ha messo davanti in ascensore, puoi suggerire

“che ne dici se in mattinata ti passo a salutare e ci prendiamo un caffè, così ti espongo …..” oppure

“sull’amministrazione vorrei confrontarmi con te, che ne dici se domani alle 11 ti passo a salutare e ne parliamo?” oppure

“che tu sappia il set up del 5° piano ha previsto gli scaffali? allora passo a vederli cos’ capisco come archiviare meglio i nuovi documenti”.

Nel caso i piani che dovete fare insieme sono più di 2 … ovvero più di dieci secondi ti possono essere utili le strategie di comunicazione d’impatto ovvero veri e propri script che puoi usare in qualunque momento e su qualunque tema che durano meno di 60 secondi e che portano il tuo uditore o uditorio a volerne saper di più o ad intraprendere un’azione.

SCOPRI COMUNICAZIONE D’IMPATTO

PS:

LA REGOLA SEGRETA: in ascensore ancora prima di iniziare a parlare, fai un sorriso e saluta tutti con un buongiorno o buonasera e non rivolgerti solo alla persona che già conosci.

Sorriso autentico e non finto… e se non hai voglia di sorridere … PRENDI LE SCALE.

 

 

 

12 step per Creare un prodotto di successo

Milioni di euro vengono spesi ogni anno per sviluppare e lanciare nuovi prodotti, ma in realtà solo il 10% ha successo.

La Nielsen, basandosi sul tracciamento di 600 prodotti lanciati e sul testing di 20.000 concept, ha tirato fuori un processo di 12 punti su ciò che le aziende dovrebbero cambiare prima del lancio di un nuovo prodotto per incrementare le chance di riuscita.

Il processo misura il successo attraverso 5 fasi:

  1. Rilevanza
  2. Comunicazione
  3. Attrattività
  4. Punto di Acquisto
  5. Resistenza.

Le aziende devono capire che tutti i 12 passi sono importanti allo stesso modo per le chance di un lancio di successo.

Se vuoi approfondire e scoprire la strategia vincente per creare il tuo prodotto di successo

ISCRIVITI A “COME CREARE UN PRODOTTO O SERVIZI”
il week end intensivo di alta formazione per far crescere il tuo business.

“Ti voglio bene” a Natale dillo nel modo migliore

Dire ti voglio bene  non è facile per tutti e , soprattutto, non tutti i momenti sono adatti per pronunciare queste magiche parole.

Ci sono dei momenti in cui il contesto genera la cosa quasi da sé e tutto diventa più facile, ma è vero anche che spesso si desidera manifestare quello che si prova e non si riesce a farlo, perché non si sa dove, come, quando!

La prima cosa a cui prestare attenzione è proprio la scelta del momento: ci sono indubbiamente momenti che si prestano meglio di altri ad un “ti voglio bene”.

Dire “ti voglio bene” implica naturalmente che ci sia un rapporto, confidenza, intimità…ed è proprio in base a questa intimità che ti consiglio di scegliere il luogo e il momento più opportuno.

Mi spiego meglio: ci sono persone che non amano condividere pubblicamente i loro sentimenti o aspetti della loro vita affettiva, ecco, dire “ti voglio bene” ad una persona con questa caratteristica in una cena di Natale davanti a 20 persone magari non è una mossa azzeccatissima! Magari può essere estremamente efficace con qualcuno che ha bisogno di un riconoscimento pubblico, in questo caso una dichiarazione davanti ad altre persone soddisfa la sua esigenza.

Un secondo aspetto da considerare riguarda quello che esprimiamo con il nostro linguaggio del corpo.

Una frase così importante non può non essere supportata da gesti come un abbraccio, una carezza o tenersi per mano, in particolare è fondamentale, mentre la si pronuncia, guardare negli occhi la persona a cui sono rivolti quei sentimenti.

Un ultimo aspetto riguarda proprio la pronuncia del “ti voglio bene”, ti consiglio di prepararti a quel momento, perché sarà importante il modo in cui deciderai di dirlo, come introdurre il concetto e anche come terminarlo.

Un modo davvero efficace per dirlo e far arrivare alla persona cara i nostri sentimenti in tutta la loro autenticità è quello di fare un piccolo discorso introduttivo in cui riassumere tre momenti importanti della tua storia con questa persona.

Ti faccio un esempio.

Immagina che questa persona sia tua nonna, un modo carino per dirle “ti voglio bene”  può essere: sei stata sempre al mio fianco quando ero bambino e mi aiutavi a fare i compiti, poi ti sei commossa il giorno che mi sono laureato, oggi sei qui con me e racconti le favole a mio figlio, “ti voglio bene nonna”. E dopo un grande abbraccio.

Questi strumenti possono esserti di grande aiuto e soprattutto ti consentiranno di far comprendere alla persona a te cara, tutto l’affetto che provi per lei. La tua spontaneità e naturalezza faranno tutto il resto.

Il mio consiglio più grande è di non dimenticare mai di dire “ti voglio bene” a chi ami, ma soprattutto, quello che davvero mi sento di dirti, è di farlo ogni giorno, a Natale può esserci un’atmosfera più calda forse, ma nella vita di tutti i giorni un “ti voglio bene” ha un immenso potere.

Quindi impara una nuova abitudine da applicare ogni giorno con chi ami!

7 tecniche per scrivere un titolo efficace

Avete mai sentito parlare di scrittura ipnotica? No, non centra nulla la magia!

E’ una tecnica molto potente per attirare l’attenzione dei lettori e per rendere “irresistibili” i testi che proponete. Usando alcuni espedienti potete scrivere un titolo convincente per un vostro articolo, una pagina web, un libro, una presentazione, etc. La domanda di base è “Quali sono i titoli che funzionano meglio?

Ecco 7 tecniche per scrivere un titolo efficace che lascia i lettori a bocca aperta:

1. Usate i numeri

Avete notato che il titolo di questo post contiene un numero? I numeri sono dei ganci psicologici molto forti, che attirano l’attenzione. Sono perfetti nei titoli in quanto chiunque preferisce la certezza all’incertezza.

2. Rivolgetevi ad un pubblico specifico

Se il vostro testo parla ad uno specifico target, chiamatelo a raccolta: “Soffrite di gastrite? Esiste un rimedio naturale”. Più sarete specifici, più lettori interessati a quell’argomento attirerete. Ogni lettore si sentirà chiamato in causa e questo attrae maggiormente l’attenzione di chi cerca una soluzione a un proprio problema. Del resto, è insito nel nostro cervello cercare ovunque delle soluzioni che risolvano i dilemmi che potremmo avere, anche se sono superficiali o quasi: i lettori penseranno immediatamente “E’ per me!”.

3. Fate delle promesse

Le promesse fanno sognare il lettore e sono tra i titoli più coinvolgenti: “Un rimedio efficace per sconfiggere l’insonnia”. Questi titoli rappresentano soluzioni a problemi reali, sono da usare per promesse credibili che verranno mantenute.

4. Usate la tecnica del Come fare per…

Molti pubblicitari affermano che se iniziate con “Come fare per…” potete essere certi che il vostro titolo avrà la sua efficacia. Tuttavia, è sempre meglio approfondire questo argomento, bisogna sempre cercare un livello più profondo. Anche se avete sempre pensato l’opposto, molte persone non vogliono informazioni, ma fatti, vogliono avere un senso di ordine. Ecco il perché dovete tirar fuori in ogni modo i segreti, i consigli, gli aiuti, le leggi, le regole e tutti i sistemi che saranno utili a dare un senso alle soluzione che trovate per i vostri lettori.

5. Usate la tecnica del Chi

Questa tecnica serve per dare autorità ad un testo, coinvolgendo un testimonial o un esperto dell’argomento trattato: “Chi meglio di un meccanico conosce i segreti della tua auto?” Chiunque legga titoli del genere avrà una forte propensione a continuare la lettura per conoscere i segreti dell’esperto in questione.

6) Usate i Negativi

I superlativi come “il migliore, il più grande” possono essere molto efficaci nei titoli, tuttavia sembra proprio che siano quelli negativi, come “il peggiore” ad avere più impatto. È probabile che i negativi siano più intriganti perché meno utilizzati, quindi inaspettati e questo attiva la risposta. I negativi entrano nella nostra sfera delle insicurezze: utilizzare termini negativi come “basta”, “evita”, “non fare” funziona perché ogni lettore vorrebbe sapere se c’è qualcosa che dovrebbe evitare nel proprio comportamento.

7) Sorprendete

Il fattore sorpresa rende i titoli vincenti perché al nostro cervello piacciono le novità, esso mostra molto più interesse verso gli avvenimenti piacevoli e imprevedibili dando meno importanza a quelli scontati. Un esempio di sorpresa ben utilizzata secondo me è quello dell’oggetto nell’email della campagna presidenziale di Barack Obama: “Hey”, “Wow” o “Ceni con me?”

***

>>> Ricordate: il titolo fa la differenza

Queste tecniche sono garantite e funzionano sia per titoli che per sottotitoli. In un articolo potete utilizzare una sola delle tecniche descritte oppure usare indifferentemente più metodi mescolandoli tra di loro. Sono tecniche utili anche per campagne pubblicitarie, post su social network o newsletter: con il titolo giusto i lettori saranno attratti dai ciò che scrivete!

E ora voglio lasciarvi con l’ultimo consiglio, forse il più importante e prezioso di tutti:
Semplice, usate sempre la creatività e fate in modo che il titolo non sia già stato sentito o non rientri nei soliti cliché. Quindi, alla fine, se volete essere un po’ originali, dimenticate anche questi consigli!

Quale strategia ha funzionato per voi? Condividetemi la vostra esperienza sulla mia pagina Facebook!

Per chi è interessato ad approfondire questo argomento, trovate molti altri articoli nella categoria Comunicazione efficace, oppure una buona soluzione che vi consiglio è  questa.

Come essere brillante a un colloquio di lavoro

Hai un colloquio di lavoro e vuoi superarlo alla grande dimostrando che sei la persona giusta per quel posto? Ecco qualche consiglio per presentarti al meglio.

Su questo articolo de Il Sole 24 Ore trovi degli spunti interessanti, a cui voglio aggiungere dei suggerimenti pratici per aiutarti ad essere davvero brillante durante l’incontro. Iniziamo subito!

COME AFFRONTARE IL COLLOQUIO DI LAVORO

E’ indispensabile valorizzare le proprie competenze professionali cercando di far capire di essere un  buon candidato, diciamo pure…il migliore possibile), ma allo stesso tempo oltre a ciò che dirai è importante anche apparire nel modo giusto.

1) Cura i dettagli del look
La prima impressione è molto importante e il modo in cui ti vesti la prima volta ha un forte impatto. Non ci sono regole generali precise, se non quella di indossare abiti eleganti e sobri, adatti all’azienda cui ti stai presentando e al ruolo che vuoi ricoprire, evitando qualsiasi eccentricità.

2) Colpisci alla prima impressione
Cattura l’attenzione del tuo interlocutore fin dai primi istanti con risposte dirette, sicure e sintetiche. Racconta chi sei in modo breve e conciso, dichiara quali sono le tue competenze, le tue qualifiche e i tuoi punti di forza.

3) Mostra il tuo entusiasmo
Descrivi i risultati che hai raggiunto in passato e spiega i motivi più significativi per cui ora dovrebbero scegliere proprio te. Fai capire al selezionatore che per te sarebbe un onore e un piacere lavorare con loro.

4) Sii coerente anche con il corpo
Saluta il tuo interlocutore in piedi, con una stretta di mano forte e decisa e un sorriso! Mantieni da seduto una postura composta con la schiena dritta ed entrambi i piedi sul pavimento. Parla in modo chiaro e con sicurezza. Cerca di mantenere un livello di contatto visivo adeguato per tutta la durata del colloquio.

5) Se vuoi superare ogni colloquio di lavoro e non solo…allora non puoi assolutamente perdere il super evento di formazione live FATTI PAGARE QUANTO MERITI: una giornata esclusiva che ti permetterà di diventare più carismatico, concreto e affidabile.

Ti aspetto in aula per stringerti la mano di persona e iniziare insieme il percorso verso il tuo successo professionale e personale. 🙂

L’assertività

L’assertività è presente nel linguaggio, o nei comportamenti, dei nostri politici?

Sulle pagine politiche di una testata importante  spicca la frase del premier Matteo Renzi in visita negli USA “Qui c’è il futuro, da noi le capitali del passato” e rifletto sullo stile comunicativo dei nostri politici, i quali, a prescindere dallo schieramento e dalla posizione che rivestono, applicano degli stili comunicativi talvolta piuttosto discutibili da un punto di vista dell’efficacia nella relazione e della presenza di un atteggiamento di assertività.

E’ vero che il linguaggio giornalistico tende a decontestualizzare le affermazioni evidenziando le frasi d’ effetto, ma è vero anche che le considerazioni spesso riportate da uomini politici nel corso dei loro interventi televisivi possono suscitare qualche perplessità a livello comunicativo.

Volendo immaginare un mondo ideale, lo stile comunicativo che meglio si addice a chi svolge il compito di amministrare un paese è senza dubbio l’assertività.

L’assertività è uno stile relazionale che contempla lo scambio costruttivo e dunque l’ascolto, il tentativo di comprendere il punto di vista dell’altro tenendo ben presente l’obiettivo, senza difendere necessariamente le posizioni in nome delle cosidette questioni di principio.

Parlare di assertività in maniera generica può aiutarci a crearci un’idea, ma di sicuro approfondire la questione in maniera più “tecnica” può essere molto più interessante ed utile.

I comportamenti tipici dello stile assertivo sono:

•         Avere una piena consapevolezza dell’obiettivo e agire in quella direzione

•         Affermare i propri diritti nel pieno rispetto di quelli degli altri

•         La capacità di presentare le proprie argomentazioni in modo chiaro

•         Esprimere le proprie emozioni motivandole

•         Essere in grado di distinguere i fatti concreti dalle opinioni personali

•         Proporre nuove idee valutandone le possibili conseguenze

•         Dedicarsi all’interlocutore praticando l’ascolto attivo

•         Manifestare atteggiamenti di apertura verso l’interlocutore per condividere idee e soluzioni

•         Accogliere le argomentazioni degli altri valutandole come suggerimenti

•         Riconoscere i propri limiti  mettendosi in discussione e mostrandosi disponibile al miglioramento.

•         Assumersi la piena responsabilità delle proprie azioni

 

Le dirette conseguenze dell’assunzione di questo stile sono:

•         Si evita un clima di tensione che favorisce posizioni di conflitto

•         Si crea un clima relazionale favorevole allo scambio comunicativo

•         Si ha la possibilità di esprimere le proprie idee

 

L’assertività è molto efficace anche nella comunicazione di un “no”.

L’assertivo sa dire no dopo aver ascoltato le argomentazioni dell’altro e motivando il suo rifiuto, oppure chiedendo di rimandare la valutazione di una proposta non realizzabile in quel momento.

E’ chiaro che quando parliamo di assertività non possiamo immaginare che tutte le sue componenti siano presenti in maniera assoluta e indisturbata nelle persone, possiamo però seriamente prendere in considerazione che l’applicazione dei suoi principi fondamentali faciliterebbe sicuramente le relazioni private, sociali, professionali, politiche, raggiungendo un buon livello nell’efficacia comunicativa e nella costruzione di un solido confronto.

Come tenere una conferenza

In questa sede ci soffermeremo su come tenere una conferenza.

Anche in questo caso avere gli strumenti per mettere in atto una buona strategia comunicativa può realmente fare la differenza nell’efficacia della nostra comunicazione.

La parola conferenza può avere il potere di far tremare chi è tenuto ad assistere in quanto il concetto di conferenza è spesso associato a una lezione noiosa, lunga e pesante. Il tutto naturalmente dipende dal modo in cui è gestita e soprattutto dal modo in cui l’oratore si relaziona con il pubblico e riesce a coinvolgerlo nelle argomentazioni.  Ci sono infatti aule difficilissime da riempire ed aule in cui è necessario aggiungere posti a sedere, cercare spazi più grandi, mettere un limite al numero di partecipanti.

La sola preparazione, la conoscenza approfondita dei contenuti trattati, non è sufficiente affinché la nostra conferenza risulti interessante per chi ci ascolta.

Oratori molto affermati, grandi esperti, professori universitari, possono talvolta ridurre la propria conferenza ad una carrellata di parole in successione, lanciata lì senza tener conto della risposta, o ancor peggio, del bisogno di ascolto del proprio uditorio.

L’entusiasmo che l’oratore mette nella propria conferenza deve accompagnare per tutto il tempo la trattazione, le sue conoscenze devono essere accompagnate da una continua ricerca di approfondimenti, di aneddoti, di novità che possano dare al pubblico la sensazione di ricevere qualcosa in più oltre i contenuti strettamente relativi all’argomento.

Ci sono dei piccoli trucchi per vivacizzare ancora di più un argomento:

  • Iniziare con, e inserire all’interno della trattazione, degli aneddoti: incuriosiscono, rendono concreto ciò che si sta dicendo, aiutano il pubblico ad immedesimarsi;
  • Usare le citazioni: senza esagerare, è un buon modo per fornire informazioni aggiuntive sull’argomento documentando il pubblico sugli autori che ne hanno parlato;
  • Integrare la trattazione con materiale visivo e audio se possibile: stimola l’immaginazione e rende più vivace l’argomento;
  • Parlare in modo chiaro e non essere prolissi: lessico lineare e niente polpettoni.

La conoscenza dell’argomento e la passione nel trasmetterlo ad altri, con l’ausilio di qualche piccola strategia possono rendere al massimo l’efficacia della comunicazione durante una conferenza.

Parola d’ordine: Credibilità

Ho già introdotto il concetto di Comunicazione d’Impatto e il suo legame con il valore della credibilità.

La credibilità riveste un ruolo importantissimo per l’efficacia della Comunicazione in Pubblico.

Qualunque sia il contesto della tua comunicazione, e l’obiettivo che vuoi raggiungere, non puoi trascurare la credibilità, senza la quale non solo gli obiettivi si allontanerebbero da te alla velocità della luce, ma l’interlocutore difficilmente ti dedicherebbe la sua attenzione.

La Comunicazione d’Impatto va applicata in contesti specifici dove si ha poco tempo per esprimere i contenuti da trasferire all’interlocutore e una grande necessità di raggiungere l’obiettivo ottimizzando tutte le risorse a disposizione.

Quali sono i passaggi fondamentali per renderti credibile agli occhi del tuo interlocutore?

Quali sono gli aspetti fondamentali affinché tu sia in grado di attirare la sua attenzione e suscitare in lui delle emozioni?

In primo luogo è fondamentale che in una dinamica di Comunicazione d’Impatto il tuo primo passo per richiamare l’attenzione di chi ti ascolta sia centrare esattamente il problema, la sua esigenza, ciò che tu dovrai risolvere per lui.

Secondo passaggio: far intravedere, o descrivere direttamente, al tuo interlocutore il modo in cui risolverai la sua necessità o gli fornirai gli strumenti o l’opportunità per risolverla.

Una mossa molto utile per completare l’opera: offrirgli un aneddoto, una testimonianza a sostegno della tua proposta, una testimonianza che sia autorevole, che sia ricca di esempi che abbiano ricevuto un riconoscimento o che riguardino eventi o personaggi molto noti.

La credibilità è un ingrediente fondamentale della Comunicazione d’Impatto.

Per ulteriori informazioni sul corso Comunicazione d’Impatto che avrà luogo nei giorni 26-27-28 Giugno 2015 scrivimi pure all’indirizzo info@matteomaserati.it

Ti aspetto!