“Ti voglio bene” a Natale dillo nel modo migliore

Dire ti voglio bene  non è facile per tutti e , soprattutto, non tutti i momenti sono adatti per pronunciare queste magiche parole.

Ci sono dei momenti in cui il contesto genera la cosa quasi da sé e tutto diventa più facile, ma è vero anche che spesso si desidera manifestare quello che si prova e non si riesce a farlo, perché non si sa dove, come, quando!

La prima cosa a cui prestare attenzione è proprio la scelta del momento: ci sono indubbiamente momenti che si prestano meglio di altri ad un “ti voglio bene”.

Dire “ti voglio bene” implica naturalmente che ci sia un rapporto, confidenza, intimità…ed è proprio in base a questa intimità che ti consiglio di scegliere il luogo e il momento più opportuno.

Mi spiego meglio: ci sono persone che non amano condividere pubblicamente i loro sentimenti o aspetti della loro vita affettiva, ecco, dire “ti voglio bene” ad una persona con questa caratteristica in una cena di Natale davanti a 20 persone magari non è una mossa azzeccatissima! Magari può essere estremamente efficace con qualcuno che ha bisogno di un riconoscimento pubblico, in questo caso una dichiarazione davanti ad altre persone soddisfa la sua esigenza.

Un secondo aspetto da considerare riguarda quello che esprimiamo con il nostro linguaggio del corpo.

Una frase così importante non può non essere supportata da gesti come un abbraccio, una carezza o tenersi per mano, in particolare è fondamentale, mentre la si pronuncia, guardare negli occhi la persona a cui sono rivolti quei sentimenti.

Un ultimo aspetto riguarda proprio la pronuncia del “ti voglio bene”, ti consiglio di prepararti a quel momento, perché sarà importante il modo in cui deciderai di dirlo, come introdurre il concetto e anche come terminarlo.

Un modo davvero efficace per dirlo e far arrivare alla persona cara i nostri sentimenti in tutta la loro autenticità è quello di fare un piccolo discorso introduttivo in cui riassumere tre momenti importanti della tua storia con questa persona.

Ti faccio un esempio.

Immagina che questa persona sia tua nonna, un modo carino per dirle “ti voglio bene”  può essere: sei stata sempre al mio fianco quando ero bambino e mi aiutavi a fare i compiti, poi ti sei commossa il giorno che mi sono laureato, oggi sei qui con me e racconti le favole a mio figlio, “ti voglio bene nonna”. E dopo un grande abbraccio.

Questi strumenti possono esserti di grande aiuto e soprattutto ti consentiranno di far comprendere alla persona a te cara, tutto l’affetto che provi per lei. La tua spontaneità e naturalezza faranno tutto il resto.

Il mio consiglio più grande è di non dimenticare mai di dire “ti voglio bene” a chi ami, ma soprattutto, quello che davvero mi sento di dirti, è di farlo ogni giorno, a Natale può esserci un’atmosfera più calda forse, ma nella vita di tutti i giorni un “ti voglio bene” ha un immenso potere.

Quindi impara una nuova abitudine da applicare ogni giorno con chi ami!

7 tecniche per scrivere un titolo efficace

Avete mai sentito parlare di scrittura ipnotica? No, non centra nulla la magia!

E’ una tecnica molto potente per attirare l’attenzione dei lettori e per rendere “irresistibili” i testi che proponete. Usando alcuni espedienti potete scrivere un titolo convincente per un vostro articolo, una pagina web, un libro, una presentazione, etc. La domanda di base è “Quali sono i titoli che funzionano meglio?

Ecco 7 tecniche per scrivere un titolo efficace che lascia i lettori a bocca aperta:

1. Usate i numeri

Avete notato che il titolo di questo post contiene un numero? I numeri sono dei ganci psicologici molto forti, che attirano l’attenzione. Sono perfetti nei titoli in quanto chiunque preferisce la certezza all’incertezza.

2. Rivolgetevi ad un pubblico specifico

Se il vostro testo parla ad uno specifico target, chiamatelo a raccolta: “Soffrite di gastrite? Esiste un rimedio naturale”. Più sarete specifici, più lettori interessati a quell’argomento attirerete. Ogni lettore si sentirà chiamato in causa e questo attrae maggiormente l’attenzione di chi cerca una soluzione a un proprio problema. Del resto, è insito nel nostro cervello cercare ovunque delle soluzioni che risolvano i dilemmi che potremmo avere, anche se sono superficiali o quasi: i lettori penseranno immediatamente “E’ per me!”.

3. Fate delle promesse

Le promesse fanno sognare il lettore e sono tra i titoli più coinvolgenti: “Un rimedio efficace per sconfiggere l’insonnia”. Questi titoli rappresentano soluzioni a problemi reali, sono da usare per promesse credibili che verranno mantenute.

4. Usate la tecnica del Come fare per…

Molti pubblicitari affermano che se iniziate con “Come fare per…” potete essere certi che il vostro titolo avrà la sua efficacia. Tuttavia, è sempre meglio approfondire questo argomento, bisogna sempre cercare un livello più profondo. Anche se avete sempre pensato l’opposto, molte persone non vogliono informazioni, ma fatti, vogliono avere un senso di ordine. Ecco il perché dovete tirar fuori in ogni modo i segreti, i consigli, gli aiuti, le leggi, le regole e tutti i sistemi che saranno utili a dare un senso alle soluzione che trovate per i vostri lettori.

5. Usate la tecnica del Chi

Questa tecnica serve per dare autorità ad un testo, coinvolgendo un testimonial o un esperto dell’argomento trattato: “Chi meglio di un meccanico conosce i segreti della tua auto?” Chiunque legga titoli del genere avrà una forte propensione a continuare la lettura per conoscere i segreti dell’esperto in questione.

6) Usate i Negativi

I superlativi come “il migliore, il più grande” possono essere molto efficaci nei titoli, tuttavia sembra proprio che siano quelli negativi, come “il peggiore” ad avere più impatto. È probabile che i negativi siano più intriganti perché meno utilizzati, quindi inaspettati e questo attiva la risposta. I negativi entrano nella nostra sfera delle insicurezze: utilizzare termini negativi come “basta”, “evita”, “non fare” funziona perché ogni lettore vorrebbe sapere se c’è qualcosa che dovrebbe evitare nel proprio comportamento.

7) Sorprendete

Il fattore sorpresa rende i titoli vincenti perché al nostro cervello piacciono le novità, esso mostra molto più interesse verso gli avvenimenti piacevoli e imprevedibili dando meno importanza a quelli scontati. Un esempio di sorpresa ben utilizzata secondo me è quello dell’oggetto nell’email della campagna presidenziale di Barack Obama: “Hey”, “Wow” o “Ceni con me?”

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>>> Ricordate: il titolo fa la differenza

Queste tecniche sono garantite e funzionano sia per titoli che per sottotitoli. In un articolo potete utilizzare una sola delle tecniche descritte oppure usare indifferentemente più metodi mescolandoli tra di loro. Sono tecniche utili anche per campagne pubblicitarie, post su social network o newsletter: con il titolo giusto i lettori saranno attratti dai ciò che scrivete!

E ora voglio lasciarvi con l’ultimo consiglio, forse il più importante e prezioso di tutti:
Semplice, usate sempre la creatività e fate in modo che il titolo non sia già stato sentito o non rientri nei soliti cliché. Quindi, alla fine, se volete essere un po’ originali, dimenticate anche questi consigli!

Quale strategia ha funzionato per voi? Condividetemi la vostra esperienza sulla mia pagina Facebook!

Per chi è interessato ad approfondire questo argomento, trovate molti altri articoli nella categoria Comunicazione efficace, oppure una buona soluzione che vi consiglio è  questa.

Come essere brillante a un colloquio di lavoro

Hai un colloquio di lavoro e vuoi superarlo alla grande dimostrando che sei la persona giusta per quel posto? Ecco qualche consiglio per presentarti al meglio.

Su questo articolo de Il Sole 24 Ore trovi degli spunti interessanti, a cui voglio aggiungere dei suggerimenti pratici per aiutarti ad essere davvero brillante durante l’incontro. Iniziamo subito!

COME AFFRONTARE IL COLLOQUIO DI LAVORO

E’ indispensabile valorizzare le proprie competenze professionali cercando di far capire di essere un  buon candidato, diciamo pure…il migliore possibile), ma allo stesso tempo oltre a ciò che dirai è importante anche apparire nel modo giusto.

1) Cura i dettagli del look
La prima impressione è molto importante e il modo in cui ti vesti la prima volta ha un forte impatto. Non ci sono regole generali precise, se non quella di indossare abiti eleganti e sobri, adatti all’azienda cui ti stai presentando e al ruolo che vuoi ricoprire, evitando qualsiasi eccentricità.

2) Colpisci alla prima impressione
Cattura l’attenzione del tuo interlocutore fin dai primi istanti con risposte dirette, sicure e sintetiche. Racconta chi sei in modo breve e conciso, dichiara quali sono le tue competenze, le tue qualifiche e i tuoi punti di forza.

3) Mostra il tuo entusiasmo
Descrivi i risultati che hai raggiunto in passato e spiega i motivi più significativi per cui ora dovrebbero scegliere proprio te. Fai capire al selezionatore che per te sarebbe un onore e un piacere lavorare con loro.

4) Sii coerente anche con il corpo
Saluta il tuo interlocutore in piedi, con una stretta di mano forte e decisa e un sorriso! Mantieni da seduto una postura composta con la schiena dritta ed entrambi i piedi sul pavimento. Parla in modo chiaro e con sicurezza. Cerca di mantenere un livello di contatto visivo adeguato per tutta la durata del colloquio.

5) Se vuoi superare ogni colloquio di lavoro e non solo…allora non puoi assolutamente perdere il super evento di formazione live FATTI PAGARE QUANTO MERITI: una giornata esclusiva che ti permetterà di diventare più carismatico, concreto e affidabile.

Ti aspetto in aula per stringerti la mano di persona e iniziare insieme il percorso verso il tuo successo professionale e personale. 🙂

L’assertività

L’assertività è presente nel linguaggio, o nei comportamenti, dei nostri politici?

Sulle pagine politiche di una testata importante  spicca la frase del premier Matteo Renzi in visita negli USA “Qui c’è il futuro, da noi le capitali del passato” e rifletto sullo stile comunicativo dei nostri politici, i quali, a prescindere dallo schieramento e dalla posizione che rivestono, applicano degli stili comunicativi talvolta piuttosto discutibili da un punto di vista dell’efficacia nella relazione e della presenza di un atteggiamento di assertività.

E’ vero che il linguaggio giornalistico tende a decontestualizzare le affermazioni evidenziando le frasi d’ effetto, ma è vero anche che le considerazioni spesso riportate da uomini politici nel corso dei loro interventi televisivi possono suscitare qualche perplessità a livello comunicativo.

Volendo immaginare un mondo ideale, lo stile comunicativo che meglio si addice a chi svolge il compito di amministrare un paese è senza dubbio l’assertività.

L’assertività è uno stile relazionale che contempla lo scambio costruttivo e dunque l’ascolto, il tentativo di comprendere il punto di vista dell’altro tenendo ben presente l’obiettivo, senza difendere necessariamente le posizioni in nome delle cosidette questioni di principio.

Parlare di assertività in maniera generica può aiutarci a crearci un’idea, ma di sicuro approfondire la questione in maniera più “tecnica” può essere molto più interessante ed utile.

I comportamenti tipici dello stile assertivo sono:

•         Avere una piena consapevolezza dell’obiettivo e agire in quella direzione

•         Affermare i propri diritti nel pieno rispetto di quelli degli altri

•         La capacità di presentare le proprie argomentazioni in modo chiaro

•         Esprimere le proprie emozioni motivandole

•         Essere in grado di distinguere i fatti concreti dalle opinioni personali

•         Proporre nuove idee valutandone le possibili conseguenze

•         Dedicarsi all’interlocutore praticando l’ascolto attivo

•         Manifestare atteggiamenti di apertura verso l’interlocutore per condividere idee e soluzioni

•         Accogliere le argomentazioni degli altri valutandole come suggerimenti

•         Riconoscere i propri limiti  mettendosi in discussione e mostrandosi disponibile al miglioramento.

•         Assumersi la piena responsabilità delle proprie azioni

 

Le dirette conseguenze dell’assunzione di questo stile sono:

•         Si evita un clima di tensione che favorisce posizioni di conflitto

•         Si crea un clima relazionale favorevole allo scambio comunicativo

•         Si ha la possibilità di esprimere le proprie idee

 

L’assertività è molto efficace anche nella comunicazione di un “no”.

L’assertivo sa dire no dopo aver ascoltato le argomentazioni dell’altro e motivando il suo rifiuto, oppure chiedendo di rimandare la valutazione di una proposta non realizzabile in quel momento.

E’ chiaro che quando parliamo di assertività non possiamo immaginare che tutte le sue componenti siano presenti in maniera assoluta e indisturbata nelle persone, possiamo però seriamente prendere in considerazione che l’applicazione dei suoi principi fondamentali faciliterebbe sicuramente le relazioni private, sociali, professionali, politiche, raggiungendo un buon livello nell’efficacia comunicativa e nella costruzione di un solido confronto.

Come tenere una conferenza

In questa sede ci soffermeremo su come tenere una conferenza.

Anche in questo caso avere gli strumenti per mettere in atto una buona strategia comunicativa può realmente fare la differenza nell’efficacia della nostra comunicazione.

La parola conferenza può avere il potere di far tremare chi è tenuto ad assistere in quanto il concetto di conferenza è spesso associato a una lezione noiosa, lunga e pesante. Il tutto naturalmente dipende dal modo in cui è gestita e soprattutto dal modo in cui l’oratore si relaziona con il pubblico e riesce a coinvolgerlo nelle argomentazioni.  Ci sono infatti aule difficilissime da riempire ed aule in cui è necessario aggiungere posti a sedere, cercare spazi più grandi, mettere un limite al numero di partecipanti.

La sola preparazione, la conoscenza approfondita dei contenuti trattati, non è sufficiente affinché la nostra conferenza risulti interessante per chi ci ascolta.

Oratori molto affermati, grandi esperti, professori universitari, possono talvolta ridurre la propria conferenza ad una carrellata di parole in successione, lanciata lì senza tener conto della risposta, o ancor peggio, del bisogno di ascolto del proprio uditorio.

L’entusiasmo che l’oratore mette nella propria conferenza deve accompagnare per tutto il tempo la trattazione, le sue conoscenze devono essere accompagnate da una continua ricerca di approfondimenti, di aneddoti, di novità che possano dare al pubblico la sensazione di ricevere qualcosa in più oltre i contenuti strettamente relativi all’argomento.

Ci sono dei piccoli trucchi per vivacizzare ancora di più un argomento:

  • Iniziare con, e inserire all’interno della trattazione, degli aneddoti: incuriosiscono, rendono concreto ciò che si sta dicendo, aiutano il pubblico ad immedesimarsi;
  • Usare le citazioni: senza esagerare, è un buon modo per fornire informazioni aggiuntive sull’argomento documentando il pubblico sugli autori che ne hanno parlato;
  • Integrare la trattazione con materiale visivo e audio se possibile: stimola l’immaginazione e rende più vivace l’argomento;
  • Parlare in modo chiaro e non essere prolissi: lessico lineare e niente polpettoni.

La conoscenza dell’argomento e la passione nel trasmetterlo ad altri, con l’ausilio di qualche piccola strategia possono rendere al massimo l’efficacia della comunicazione durante una conferenza.

Parola d’ordine: Credibilità

Ho già introdotto il concetto di Comunicazione d’Impatto e il suo legame con il valore della credibilità.

La credibilità riveste un ruolo importantissimo per l’efficacia della Comunicazione in Pubblico.

Qualunque sia il contesto della tua comunicazione, e l’obiettivo che vuoi raggiungere, non puoi trascurare la credibilità, senza la quale non solo gli obiettivi si allontanerebbero da te alla velocità della luce, ma l’interlocutore difficilmente ti dedicherebbe la sua attenzione.

La Comunicazione d’Impatto va applicata in contesti specifici dove si ha poco tempo per esprimere i contenuti da trasferire all’interlocutore e una grande necessità di raggiungere l’obiettivo ottimizzando tutte le risorse a disposizione.

Quali sono i passaggi fondamentali per renderti credibile agli occhi del tuo interlocutore?

Quali sono gli aspetti fondamentali affinché tu sia in grado di attirare la sua attenzione e suscitare in lui delle emozioni?

In primo luogo è fondamentale che in una dinamica di Comunicazione d’Impatto il tuo primo passo per richiamare l’attenzione di chi ti ascolta sia centrare esattamente il problema, la sua esigenza, ciò che tu dovrai risolvere per lui.

Secondo passaggio: far intravedere, o descrivere direttamente, al tuo interlocutore il modo in cui risolverai la sua necessità o gli fornirai gli strumenti o l’opportunità per risolverla.

Una mossa molto utile per completare l’opera: offrirgli un aneddoto, una testimonianza a sostegno della tua proposta, una testimonianza che sia autorevole, che sia ricca di esempi che abbiano ricevuto un riconoscimento o che riguardino eventi o personaggi molto noti.

La credibilità è un ingrediente fondamentale della Comunicazione d’Impatto.

Per ulteriori informazioni sul corso Comunicazione d’Impatto che avrà luogo nei giorni 26-27-28 Giugno 2015 scrivimi pure all’indirizzo info@matteomaserati.it

Ti aspetto!

La PNL nel Public Speaking

Il Public Speaking è sicuramente un’abilità molto importante per chi ha l’esigenza di parlare davanti ad una platea ed esprimersi in modo efficace e coinvolgente, in realtà, sappiamo ormai bene che il public speaking è utile in tutte le situazioni della vita, anche nelle situazioni in cui il pubblico è composto da una o pochissime persone: un partner, un cliente, un familiare, un amico.

Chi sceglie di apprendere nozioni di Public Spaking spesso è spinto dall’esigenza di superare gli ostacoli emotivi che spesso si traducono in vera e propria paura!

Sapete che una delle più grandi paure dell’essere umano è quella di parlare in pubblico?

Ora, per riuscire al meglio nell’intento di comunicare in pubblico, è necessario entrare in possesso di tutti gli strumenti necessari per raggiungere il massimo dell’efficacia: la PNL è uno di questi ed è sicuramente tra i più importanti.

La PNL, programmazione neuro linguistica, è una neuro scienza, basata sul principio che alla base di ogni comportamento ci sia una struttura e che questa struttura può essere estrapolata, imparata, insegnata e anche cambiata. Il criterio guida di questo metodo è sapere che cosa sarà utile ed efficace.

Quello che vedremo insieme nel workshop del 13 Maggio è l’applicazione della PNL nel Public Speaking.

A cosa ci servirà?

Questo lo vedremo nello specifico durante il workshop, posso già anticiparvi che l’applicazione della PNL è fondamentale in diversi momenti della vostra performance, dalla gestione dello stato d’animo, alla creazione di una sintonia con gli interlocutori, elementi fondamentali affinché l’obiettivo comunicativo sia raggiunto a pieno.

La PNL è inoltre preziosissima nella gestione delle obiezioni durante una comunicazione in pubblico ma anche nei casi in cui l’interlocutore sia solamente uno.

Il workshop è, come sempre, strutturato affinché le tecniche e gli strumenti appresi sia immediatamente applicabili nelle situazioni richieste e, parlando di comunicazione, sappiamo giù che saranno moltissime!

Per informazioni contattatemi al numero 0683771232 o scrivetemi all’indirizzo info@matteomaserati.it.

Vi aspetto!

Senza sonno il cervello si distrugge!

Dalla University of Pennsylvania School of Medicine arriva uno studio che sentenzia: non dormire è pericoloso e causa danni irreversibili al cervello!

Quante volte, a pochi giorni da performance importanti, abbiamo pensato di sacrificare le notti per finire gli studi, preparare discorsi o approfondire argomenti. Oggi arriva una netta presa di posizione da parte degli scienziati che hanno condotto lo studio: non solo perdere ore di sonno non aumenta l’apprendimento ma crea danni al cervello anche di carattere irreversibile.

Gli esiti dello studio, pubblicati sul Journal of Neuroscience, hanno evidenziato come uno stato di veglia prolungato arriverebbe a causare la morte del 25% delle cellule celebrali in alcune aree del cervello, distruggendo in questo modo addirittura un quarto dei neuroni preposti al presidio di quelle stesse aree.
E le aree in questione non sono certo trascurabili: lo studio sottolinea l’interessamento di zone fondamentali per il cervello legate al movimento ed ai processi cognitivi.

Anche questa volta lo studio è stato condotto sui topi, sottoposti per l’occasione a un ritmo di vita simile a quello che svolgono i lavoratori turnisti: per ben tre giorni consecutivi il riposo è stato limitato a sole 4-5 ore nell’arco delle 24 complessive. Di qui l’osservazione e la scoperta: nel brevissimo periodo gli animali attivavano meccanismi di difesa e protezione mentre nel lungo periodo si verificava la compromissione della locus coeruleus: un’area fondamentale per il movimento, i processi cognitivi e il risveglio stesso.

Lo studio, condotto al momento solo su animali ha dato un responso inequivocabile che andrà verificato sull’uomo per comprendere se sul cervello umano esistano gli stessi effetti devastanti.
Ciò non toglie, come consiglio a priori, che sia più opportuno, per uno stile di vita sano e regolare, mantenere un numero sufficiente di ore di sonno al fine di garantire al nostro cervello il giusto riposo. Lo stand by che gli consenta di ricaricarsi e riprendere le attività l’indomani con rinnovato slancio e vigore soprattutto ai fini della concentrazione, dell’apprendimento e delle relazioni con gli altri.

Comunicazione e abbigliamento: l’abito fa il monaco?

E’ forse vero che l’abito fa il monaco?

Per molti questo è solo un luogo comune, ma forse se è così comune un motivo ci sarà!

La personalità di un individuo è qualcosa di estremamente complesso e articolato, ed è piuttosto complicato coglierne tutte le sfumature solo osservando lo stile dell’abbigliamento che indossa,  è anche vero però che esiste un legame tra comunicazione e abbigliamento e quest’ultimo può rivelarci dei dettagli veramente interessanti della personalità di chi lo indossa.

Il mio interesse per il legame tra comunicazione e abbigliamento nasce con l’intento di capire quanta congruenza ci sia tra ciò che hai dentro e ciò che comunichi all’esterno.

L’abbigliamento rappresenta una parte esterna della persona, è l’involucro che racchiude la sostanza, ma è anche la prima cosa che gli altri vedono, è l’elemento principale della prima immagine che vedranno di noi.

Comunicazione e abbigliamento significa decorare il nostro corpo in un modo che ci rappresenti veramente!

Il mio workshop del 21 Gennaio vuole essere un contributo per quanti in molte occasioni, private e soprattutto professionali, non sanno come vestirsi, come presentarsi pubblicamente.

Molto spesso si tratta di non conoscere a fondo la propria fisicità e dunque gli aspetti del nostro corpo da valorizzare, altri non conoscono il dress code di situazioni specifiche, altri ancora peccano di pigrizia, non rivolgono particolare attenzione all’argomento pensando che conti solo la sostanza e ben poco la forma.

Tutti i segreti per non sentirsi più inadeguati e a disagio, sia nella vita professionale che sociale, nel workshop del 21 Gennaio.

Per informazioni scrivici all’indirizzo info@matteomaserati.it o contattaci al numero 0683773072

Ti aspetto!

Hr all’opera per HR Community Talent days

HR all’opera per apportare il proprio contributo all’ Hr Community Talent Days, in BNL.

Una bellissima esperienza l’ Hr Community Talent Days, l’incontro di orientamento formativo e professionale dedicato all’inserimento nel mercato del lavoro dei figli dei professionisti delle aziende iscritte alla community.

L’Hr Community Talent Days è stato pensato per far si che i percorsi formativi che i giovani intendono intraprendere siano in linea con le effettive richieste del mercato, in modo che lo studio diventi concretamente una base per la professione futura.

Il primo passo è senz’altro quello di aumentare la consapevolezza delle opportunità presenti nel mercato del lavoro, attraverso la valorizzazione delle giovani risorse.

E’ fondamentale essere consapevoli del proprio talento e delle proprie abilità, in egual modo è fondamentale saperlo comunicare durante un colloquio di lavoro.

Ogni Hr consiglia di individuare le proprie aree forti, di misurare il valore che hanno nella nostra vita.

Quali sono le 3 caratteristiche che ti contraddistinguono e che ti rendono il candidato giusto?

Come misuri l’intensità di queste caratteristiche, quanto vengono percepite dagli altri?

Altra abilità di cui fare tesoro: la concretezza, la capacità di saper immaginare su un piano applicativo le nozioni apprese.

Interessante anche l’accento sull’aspetto relazionale della selezione: la capacità di empatizzare con il recruiter, di creare il giusto dialogo.

Un incontro ricco di contribuiti a cui la Matteomaserati.it ha avuto il piacere di partecipare esprimendo il proprio e raccogliendo spunti interessanti e soprattutto di grande valore.