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Tempo poco, efficacia al massimo: trasmetti il tuo valore attraverso la Comunicazione ad Alto Impatto

Il 1° Luglio è qui e il corso sulla Comunicazione ad Alto Impatto è davvero alle porte.
Tra qualche giorno in aula ti svelerò le strategie più efficaci per eccellere nelle performance di comunicazione! 
 
 

 

Comunicazione ad Alto Impatto: tempo ed efficacia al massimo.

 
L’obiettivo della Comunicazione ad Alto Impatto non lascia spazio al dubbio: l’interlocutore deve sapere chi sei, cosa hai da dire e quanto vali in un tempo molto limitato.
 
In una logica di questo tipo le tua abilità comunicative devono puntare all’eccellenza perché, quasi sicuramente, non avrai una seconda occasione per convincerlo delle tue argomentazioni.
 
Le tue parole, per quanto ponderate, saranno efficaci solo se calibrate in funzione del messaggio che devi trasmettere. 
 
Il risultato della tua performance di comunicazione non di dovrà basare su una tua sensazione o impressione: imparerai a misurare il gradimento dei tuoi interlocutori. 
 
 
Un elemento imprescindibile quando si parla di tempo limitato ed efficacia è sicuramente l’attenzioneComunicazione ad Alto Impatto significa saper catturare un elevato livello di attenzione di chi ti ascolta, in modo che nessun elemento possa interferire con il messaggio trasmesso e minarne l’efficacia. 😱
 
Alla luce di questo il tuo obiettivo di comunicazione deve essere chiaro, dettagliato, inequivocabile!
 
Sbagli se pensi che la capacità di arrivare agli altri con efficacia sia una dote naturale, una specie di talento da leader carismatico.
Ebbene non si tratta di questo, la Comunicazione ad Alto Impatto è una competenza e sono qui per lavorarci insieme.
 
 
Solo con il giusto set di skill e abilità potrai arrivare non solo alla mente, ma anche al cuore del tuo interlocutore, facendo dialogare la sua sfera razionale con quella emotiva, conquistando così il 100% della sua attenzione. 
 
Non stai nella pelle all’idea di saper applicare uno strumento così potente?
 
Il 1° Luglio è alle porte!
Ultima chiamata per Comunicazione ad Alto Impatto!
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Comunicazione ad Alto impatto: strategie innovative per un mercato in evoluzione.

Il 1° Luglio si avvicina e il corso sullaComunicazione ad Alto Impatto è davvero alle porte.
Non vedo l’ora di vederti in aula per raccontarti le strategie più efficaci e innovative per farti eccellere nelle tue performance di comunicazione

Perché una Comunicazione ad Alto Impatto

Perché saper comunicare non basta più, o meglio, è un punto di partenza imprescindibile, ma se si vuole fare il salto di qualità è sull’impatto che ci si devono porre le domande giuste. 
  • Come arriva agli altri ciò che dico?
  • Quanto risulto credibile quando espongo le mie motivazioni?
  • Quanto condiziono il comportamento di chi mi ascolta orientandolo verso i miei obiettivi?
Porsi queste domande significa stabilire dei parametri di misurazione che mi fanno dire se le mie parole, e il modo in cui le dico, sono in grado di generare impatto oppure no.
Ma perché, qualcuno si chiederà – e poi mi chiederà – è così importante partire dall’impatto? 
Perché l’impatto è già un risultato, quindi pormi un alto impatto come obiettivo significa allenarmi all’eccellenza.
L’eccellenza oggi non è lusso, ma una condizione fondamentale se si vuole stare al passo con un mercato che evolve alla velocità della luce.
Un tempo le competenze di comunicazione erano richieste solo, e in special modo, a chi per professione si trovava più spesso alle prese con presentazioni, intrattenimento, insegnamento. 
Oggi il mercato chiede a un numero sempre maggiore di professionisti – in tutti i settori – di sviluppare competenze di comunicazione
Per un semplice motivo: perché non se ne può fare a meno e restarne lontano significa perdere opportunità e fette importanti di mercato. 
Che tu venda servizi o prodotti, i tuoi clienti e i tuoi interlocutori sono sempre più informati e curiosi di entrare nel dettaglio, smaniosi di sapere cosa scegliere e perché. 
Molti arrivano con domande complesse, altri con verità strappate a Google che vanno spiegate o smentite.
Un altro effetto della digitalizzazione sulla capacità di saper comunicare efficacemente è la necessità di fare ognuno la propria parte, qualunque sia il ruolo professionale e la posizione che si occupa: ci si confronta dal vivo e in virtuale con clienti, colleghi, responsabili.
E lì l’impatto conta nella Comunicazione, eccome. 
In sintesi: se prima erano in pochi a dover padroneggiare l’arte dell’oratoria, oggi è una competenza sempre più richiesta e soprattutto innovativa, visto che il modo di comunicare è cambiato a seguito delle dinamiche dell’economia attuale.
Qual è il segreto per affrontare – e con successo – tutto questo?
Farsi trovare pronti, non solo nel comunicare, ma nell’eccellere in modo da generare un alto impatto su tutti gli interlocutori coinvolti.
Io ho pensato a tutto naturalmente!

 

 

Da dove si comincia?

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Comunicazione ad Alto Impatto 1 Luglio 2023

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Comunicazione ad Alto Impatto: le quattro incognite da superare per l’efficacia del tuo messaggio.

Se segui questo blog è perché probabilmente sei interessato a tematiche che riguardano la Comunicazione o perché hai già frequentato un mio corso.
 
 
Con ogni probabilità sei anche un bravo comunicatore e proprio per questo motivo hai capito che oggi essere un bravo comunicatore non basta più: oggi l’efficacia della Comunicazione si misura con l’Impatto.
Quindi è necessario che le tue performance comunicative vengano tarate su standard più alti se vuoi ottenere i risultati che speri.

Comunicazione ad Alto Impatto

Il tanto atteso e richiesto corso sulla Comunicazione ad Alto Impatto è alle porte!
Questo mi porta a farti una domanda: conosci gli elementi su cui lavorare per fare un salto di qualità nelle tue performance di Comunicazione?

Il modo di comunicare delle persone è cambiato, il mercato è cambiato, molti processi si sono velocizzati, le distanze si sono vanificate e il concetto di tempo è stato completamente stravolto in virtù dell’innovazione tecnologica che ha praticamente ridotto all’osso i tempi di risposta.
 
Perché questa premessa?
Perché anche se sei consapevole di essere un bravo comunicatore, è giunto il momento che tu acquisisca gli strumenti per generare impatto sul tuo interlocutore, per richiamare a la sua attenzione grazie alla forza delle tue argomentazioni.
 
All’interno di un processo di Comunicazione, la più grande incognita in cui potrai imbatterti è l’interlocutore, anzi, a dire il vero, la solo figura di ogni singolo interlocutore include in sè ben quattro elementi che non puoi conoscere in anticipo ma che devi sicuramente riuscire a gestire se vuoi che il tuo messaggio generi l’impatto atteso.
 

Le quattro incognite da superare per l’efficacia del tuo messaggio

Vediamo insieme questi quattro elementi.
  • La conoscenza della persona: non sempre puoi conoscere il tuo interlocutore, anzi, nella maggior parte dei casi non lo conosci affatto; ancor più complesso se gli interlocutori sono molteplici, come nel caso di una platea. Non sempre si ha la possibilità di avere delle informazioni in anticipo e nonostante questo devi essere efficace. Una sola risorsa può salvarti in una situazione simile: le competenze per mettere in atto una Comunicazione ad Alto Impatto.
  • La comprensione dello stato d’animo. Se non conosci la persona, ancor più complicato sarà capirne le emozioni e lo stato d’animo in corso. Anche in questo caso la soluzione è in uno strumento insostituibile: la competenza.
  • La lettura del contesto. Per quanto le tue argomentazioni possano essere convincenti non è detto che le condizioni di contesto siano necessariamente favorevoli. Anche questa è un’abilità da allenare: saper leggere il momento e il contesto all’interno di un processo di Comunicazione, soprattutto quando il tempo è poco e l’efficacia urgente!
  • La trasmissione di empatia. Quanto sei in grado di entrare in empatia con i tuoi interlocutori? Non sarai certo l’unico a voler parlare con loro, non sarai certo l’unico a voler richiamare la loro attenzione. Come distinguersi dunque? Lo scoprirai a breve.
Avrai compreso che quando si parla di Comunicazione ad Alto Impatto nulla è lasciato al caso. 
Non parliamo di un talento, né di una predisposizione naturale, ma di una vera competenza da costruire, impostare, allenare.

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Comunicazione ad alto impatto: quali strumenti migliorano l’efficacia?

Il tanto atteso e richiesto corso sulla Comunicazione ad Alto Impatto è in arrivo!
Questo mi porta a farti una domanda: sei pronto a fare questo salto di qualità nelle tue performance di Comunicazione?
 

Te lo chiedo perché la Comunicazione ad Alto Impatto è uno strumento capace di dare una vera svolta ai tuoi obiettivi di Comunicazione, proprio perché il parametro di riferimento, quello su cui si basa la sua efficacia, è pensato e programmato in funzione dell’impatto che genera sugli interlocutori.

Il modo di comunicare delle persone cambia continuamente, evolve da dinamiche essenziali a modalità legate alla tecnologia per esempio, o alla complessità del contesto di riferimento.

 
Quello che difficilmente cambia è l’obiettivo dell’emittente: arrivare all’interlocutore e consegnargli il suo messaggio al fine di raggiungere un obiettivo.

Impatto di un discorso pubblico


All’interno di una performance in pubblico il linguaggio è senza dubbio un elemento di altissima incidenza sulla buona riuscita della comunicazione. 
Un buon linguaggio facilita la trasmissione di un messaggio verbale, ma non è tutto.
Sai qual è uno dei più pericolosi, e purtroppo frequenti, tranelli in cui cadere?
Pensare che in un discorso in pubblico la capacità di esprimersi attraverso un buon linguaggio sia l’unica competenza richiesta ad un bravo speaker!Avere un buon linguaggio è fondamentale, ma lo è altrettanto saper utilizzare una serie di strumenti che ne amplifichino l’efficacia comunicativa.

Anche quando si è consapevoli di poter contare su una buona abilità oratoria si deve prestare attenzione a non commettere dei facili errori.

 

Strumenti per migliorare l’efficacia

 

Andiamo ai fatti e prendi nota.
Ecco le linee guida, degli strumenti pratici per rendere al massimo l’efficacia del linguaggio e facilitare una Comunicazione ad Alto Impatto:

· adottare un linguaggio che sia il linea con lo stile e il livello culturale dell’uditorio; indagare dunque con precisione sulla tipologia di pubblico e, se possibile, utilizzare anche un gergo di settore condivisibile;

· utilizzare parole semplici e appropriate, accertandosi che possano essere chiare per tutti. Fornire sempre una spiegazione/traduzione se si sceglie di utilizzare termini stranieri o tecnico-scientifici troppo specifici;

· usare messaggi brevi e logici così da agevolare sia la comprensione che la memorizzazione;

· arricchire il discorso con aneddoti, storie di vita, esempi concreti di persone. Apprendere attraverso l’esempio delle esperienze di altri cattura maggiormente l’interesse del pubblico e ne facilita la comprensione dei contenuti.

Bene, abbiamo tracciato il percorso, adesso iniziamo a fare qualche passo concreto!

 

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Comunicazione ad alto impatto. Primo step: conquistare l’attenzione dell’interlocutore

L’impatto è un parametro molto importante nei processi di comunicazione poiché, molto semplicemente, misura il risultato di uno scambio di informazioni tra emittente e destinatario.

Quando si comunica, se davvero si vuole essere ascoltati e risultare efficaci, è importantissimo portare a casa un primo grande risultato: l’attenzione dell’interlocutore.

 

Il livello di attenzione

Il livello di attenzione è sicuramente uno dei parametri più attendibili di misurazione di una comunicazione.

Senza l’attenzione il passaggio delle informazioni dall’emittente ai destinatari, può essere interrotto da tutta una serie di elementi di disturbo che ne ostacolano l’efficacia.

Il tema del livello di attenzione è particolarmente sentito nella nostra epoca, la rivoluzione introdotta negli ultimi venti anni dai social, infatti, ha completamente stravolto la nostra gestione dell’attenzione abituandoci all’arrivo massivo e spesso compulsivo di sollecitazioni.

Siamo sommersi da e-mail di ogni tipo, i social intercettano le nostre preferenze per poi inondarci di informazioni al riguardo. Anche la ricerca spontanea di informazioni subisce l’influenza di questo caos: quante volte ti capita di prendere lo smartphone per fare una cosa e poi ti ritrovi a fare tutt’altro dimenticando l’azione che dovevi compiere?

Te lo dico io: più spesso di quanto non vorresti.

 

La velocità dei processi che stiamo analizzando influenza non solo il modo di avvicinarsi alle informazioni ma anche il modo di apprenderle: alcune cose a furia di vederle le assimiliamo quasi inconsciamente, altre, nel mare infinito di contenuti, rischiamo di non riuscire a individuarle e dunque di perderle.

Quest’ultimo scenario può verificarsi anche tra interlocutori in presenza, il livello di attenzione infatti si è abbassato perché navighiamo nella sicurezza – meglio nell’illusione – di poter recuperare tutto online e dunque di poterci distrarre quando e per tutto il tempo che vogliamo.

 

Ecco non funziona esattamente così.

Non è affatto detto che quello che qualcuno ci sta dicendo, il messaggio che ci sta trasmettendo sia replicabile o reperibile altrove.

Dipende dal contesto, dagli interlocutori e dal messaggio stesso.

Cosa fare dunque?

Un primo fondamentale step è fare un lavoro di gestione dell’attenzione, capire come possiamo arrivare alle orecchie di chi vogliamo che ci ascolti.

Quali parole usare?

Quali funzionerebbero di più per specifici destinatari e in funzione di precisi obiettivi?

Questi sono i primi passi.

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Interazioni simmetriche e complementari: il quinto assioma

Il mondo della Comunicazione è molto articolato e può essere anche complesso se non si impara a semplificare.
Quando si legge un’espressione come “interazioni simmetriche e complementari” ci si può anche spaventare, me ne rendo conto.
Il vantaggio della Comunicazione, però, è che, per sua natura, ti offre sempre la possibilità di semplificare.
E allora facciamolo!

Il quinto assioma della Comunicazione

Svelato l’arcano: quando parliamo di interazioni simmetriche e complementari parliamo del quinto assioma della Comunicazione.
Partiamo dagli esempi.
Immagina un confronto tra adulti, una di quelle discussioni in cui ognuno presenta le proprie argomentazioni.
Potrebbe trattarsi di una coppia che si confronta, di due colleghi che si scambiano opinioni su un progetto, di due amici che cercano di avere un chiarimento. In ognuno di questi casi ogni persona coinvolta presenta le proprie motivazione, nel modo più assertivo possibile, se sa come farlo.
Immagina ora un confronto tra genitore e figlio: quest’ultimo magari viene rimproverato per un comportamento sbagliato che ha avuto. Il genitore cerca di spiegare l’errore e soprattutto di fargli capire che gli errori si pagano, o che prima di uscire bisogna studiare, o che non si ruba la merenda del compagno di banco.
Questi due esempi contengono una differenza importante.
Nel primo caso la relazione tra i soggetti coinvolti è paritaria, nel secondo è subordinata.
Cosa rende le relazioni paritarie o subordinate? Il rapporto tra i due: c’è differenza tra un rapporto tra colleghi e un rapporto tra datore di lavoro e collaboratore, così come c’è differenza tra un rapporto tra sorelle e un rapporto tra genitore e figli.
Quindi per tornare alle nostre definizioni, possiamo dire che: le interazioni simmetriche sono tutte quelle comunicazioni connotate tra uguaglianza tra interlocutori.
Rientrano nella definizione di interazioni complementari quelle comunicazioni in cui c’è un rapporto di differenza tra gli interlocutori, dove differenza non sta necessariamente per superiorità. Un esempio di quest’ultima affermazione può essere il rapporto medico paziente: non c’è un rapporto gerarchico tra i due, ma la differenza di condizione fa sì che sia il paziente a dover fare quel che dice il medico.
Quindi, per concludere, il quinto assioma della Comunicazione dice che:
tutti gli scambi comunicativi si contraddistinguono in termini simmetrici, se connotati da uguaglianza e, in termini complementari, se connotati da differenza.
Ovviamente queste dinamiche comunicative si presentano in modo sempre differente e a diversi livelli di complessità
Cosa fare per avere una Comunicazione Efficace e proficua?
Sono qui per questo!
Se  vuoi avere informazioni sui prossimi corsi o per una consulenza specifica scrivimi qui 👇
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Quali ostacoli può incontrare la comunicazione? Cominciamo dal più ostinato!

Hai presente quella soddisfazione infinita che si prova quando tieni molto a quello che hai da dire e i tuoi interlocutori sono all’ascolto con entusiasmo e partecipazione?
Ecco, questo scenario idilliaco nel mondo reale non va immaginato come un punto di partenza, ma di arrivo.
Non importa se il pubblico da conquistare è composto da centinaia di persone o poche: se quel messaggio arriva nel modo giusto a chi desideri il tuo obiettivo è centrato!

Gli ostacoli di una Comunicazione efficace

Come ogni processo che coinvolge più attori, anche la Comunicazione può essere concepita come un percorso di un certo contenuto da un punto di partenza a uno o più punti di destinazione.
Ogni viaggio però, per sua natura, presenta degli ostacoli: il nostro compito è individuali e sviluppare le competenze per evitarli, o, al più tardi, per superarli.
Torniamo al momento immaginativo: hai qualcosa di veramente forte da raccontare, un messaggio importante da veicolare, un progetto da presentare ma le espressioni dei tuoi interlocutori raccontano un mood meno vivace di quello che ti aspettavi?
Qualcuno sbadiglia, qualcun altro guarda il telefono, il meteo dalla finestra … e tutti sembrano concentrati in qualcosa di profondamente distante da quello che stai cercando di comunicare tu.
Cosa provi?
Già sei in grado di prevederlo: imbarazzo, frustrazione, senso di incompetenza, dispiacere.
Eppure hai lavorato tanto alla tua presentazione.
Cosa non ha funzionato?
Cosa si è impiantato tra te e quello che volevi dire?
Un qualcosa di profondamente pesante e difficile da rimuovere: la noia!
Uno dei più ostinati nemici di una comunicazione efficace è proprio lei.
Ogni mittente, è così che tecnicamente si definisce chi dà il via a un processo comunicativo, deve affrontare l’eventualità di questo pericolo e predisporre il proprio messaggio in modo accattivante considerando:
  • il contesto
  • gli interlocutori
  • il messaggio stesso
Detta così sembra facile, eppure, anche nel pieno rispetto di tutte le caratteristiche di questi tre elementi, il pericolo noia persiste.
Perché?
Perché non è strettamente legato a nessuno di questi tre elementi, bensì a tutta una serie di azioni che puoi scegliere di mettere, o non mettere, in campo in un processo comunicativo.
Quali sono?
Lo scopriremo presto!
Intanto ben venuto nel mondo della Comunicazione efficace su cui ti consiglio di non smettere mai di voler imparare.
 Vuoi sapere di più ma non sai come, dove e quando?
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pianificare - una-presentazione

Pianificare una presentazione: come prende le decisioni il tuo pubblico?

Pianificare una presentazione

 Nella pianificazione di una presentazione l’ordine di priorità mette al primo posto il contenuto, le modalità di esposizione, le caratteristiche degli interlocutori, ma proprio tra queste ultime, viene spesso trascurato un importante dettaglio: il tempo necessario al pubblico per prendere una decisione.

Per quanto non sia una regola assoluta, spesso l’esposizione di una presentazione è finalizzata a condizionare il comportamento di chi ascolta, ma il pubblico – soprattutto se eterogeneo – ha bisogno di tempo per decidere quale comportamento adottare, quale novità introdurre, quale strada scegliere tra più opzioni⌚️

Le tecniche di Comunicazione, soprattutto quella ad alto impatto, lavorano sull’efficacia della trasmissione del messaggio contando su un’ottimizzazione delle risorse tempo – risposta dell’interlocutore, ma in un processo di comunicazione meno controllato – perché la Comunicazione ad Alto Impatto può applicarla sono chi ha le competenze per farlo – bisogna tener conto di alcune importanti variabili 🔍

Come prende le decisioni il tuo pubblico?

La durata di un processo decisionale da parte di un interlocutore successiva all’ascolto di una presentazione dipende da 4 fattori:

➡️  Istinto
Non è certo una novità apprendere che certe decisioni vengono prese d’istinto, molto spesso quando una persona opta per questa soluzione unisce due fattori: un numero piuttosto basso di dati oggettivi e le impressioni legate alle sue esperienze pregresse.
Come evitare, all’interno di un meeting ad esempio, che gli interlocutori prendano una decisioni in base al proprio istinto? Per esempio strutturando la presentazione in modo che contenga molti dati empirici, numerici, oggettivi, per far sì che chi ascolta non possa basarsi su supposizioni e fare associazioni con situazioni esterne, ma rifletta piuttosto su dati non opinabili e attendibili.

➡️  Ripetizione
Le modalità di apprendimento presentano delle componenti fortemente soggettive, per questo non tutti hanno bisogno dello stesso tempo. Ci sono infatti persone che hanno bisogno di ascoltare più volte, questo ovviamente non può significare che devi ripetere a pappagallo più volte i concetti di una presentazione. Come gestire allora questa eventualità già nella fase di pianificazione di una presentazione? Il segreto può essere nella varietà dei formati. Scegli di presentare i contenuti in modo diverso, rappresentandoli attraverso schemi, simulazioni, grafici. Insomma uno storytelling diversificato stimola molto l’apprendimento perché sollecita l’attenzione e consente di percorrere lo stesso concetto più di una volta e consentire dunque delle ripetizioni.

➡️  Tempo trascorso
Alcune persone nel processo di comprensione di un contenuto hanno semplicemente bisogno di più tempo di altri. In un contesto di apprendimento adulto, aziendale, non è facilissimo allinearsi con le loro esigenze, ma una strategia sicuramente efficace è quella di far riaffiorare lo stesso concetto – o i concetti fondamentali – all’interno di esempi o situazioni diverse.

➡️  Rivalutazione
Poi ci sono quelli che ascoltano, capiscono bene, decidono in fretta, ma altrettanto in fretta cambiano idea e tornano sulla loro decisione. L’elemento che sicuramente può contribuire al contenimento di questa tendenza può essere quello di presentare gli argomenti senza far trapelare opinioni personali al riguardo e spiegando con molta chiarezza le conseguenze della loro applicazione.

A prescindere dalla struttura che si intende adottare per la presentazione da esporre, sul campo decisionale degli interlocutori è chiaro che a prevalere sarà il libero arbitrio, ma la Comunicazione, come sempre, possiede tutte le caratteristiche per fare la differenza e presentare i contenuti nelle modalità più funzionali agli obiettivi desiderati, d’altro canto è il relatore che conduce, anche quando il pubblico in ascolto è più impegnativo del previsto.


Adesso come al solito vuoi saperne di più 🧐
Scrivimi 📩
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E non perderti quello che ho da dirti sulla Comunicazione d’Impatto!

L’attacco ai titani: Amazon, Apple, Facebook, Google accusati dal Congresso.

Mercoledì 29 Luglio ha avuto luogo una delle più importanti sedute di supervisione tecnologica degli ultimi anni. A partire infatti da una lunga indagine antitrust che ha prodotto volumi di documenti che superano il milione ed analizzato centinaia di ore di interviste, 4 titani dell’economia mondiale sono stati chiamati a difendersi di fronte al Congresso degli Stati Uniti d’America.
Sapete già chi sono i protagonisti di questa vicenda vero?

Tim Cook di Apple, Jeff Bezos di Amazon, Mark Zuckerberg di Facebook, Sundar Pichai di Google, i 4 CEO più noti del mondo.
Obiettivo del loro intervento: dimostrare che le loro attività commerciali non equivalgono a monopoli anticoncorrenziali.

I 4 CEO hanno declamato le loro arringhe sostenendo che le loro aziende attualmente stanno fornendo prodotti vantaggiosi in un quadro mondiale fortemente concorrenziale. Secondo le argomentazione addotte dai 4 la loro vasta scala semplicemente migliora l’efficacia del servizio che offrono.

Le loro tesi e testimonianze però non hanno particolarmente convinto i membri del Congresso, i quali hanno messo in dubbio diversi punti della difesa.

Sin dall’inizio della seduta, in apertura, il presidente della sottocommissione antitrust, David Cicilline ha messo in evidenza l’eccessivo potere e l’influenza esercitata dalle 4 più grandi società tecnologiche americane, sostenendo che:

“ … poichè queste aziende sono così centrali nella nostra vita attuale, le loro pratiche e decisioni commerciali hanno un effetto fuori misura sulla nostra economia e sulla nostra democrazia. Ogni singola azione di una di queste aziende può interessare centinaia di milioni di noi in modo molto profondo e duraturo.”

Un’apertura che non lascia spazio al dubbio: l’eccessivo potere di Amazon, Apple, Facebook, Google, rappresenta un pericolo per l’economia e la democrazia.

Non meno potente il corpo del discorso dello stesso Cicilline che ha messo in evidenza l’elemento che accomuna le 4 strategie delle società: ognuna di esse rappresenta un collo di bottiglia per uno specifico “canale chiave” di distribuzione, ognuna di esse utilizza i dati e le misure di sicurezza di altre società per acquisire informazioni stroncando la potenziale concorrenza.

Tutte le piattaforme, secondo l’incisiva arringadi Cicilline, abuserebbero del loro controllo sulle tecnologie attuali per incrementare il loro potere.

Dettano le condizioni, ribaltano le dinamiche di interi settori, […] rappresentano quasi il potere di un governo privato”.
Un corpo del discorso così severo non poteva che condurre a una chiusura tagliente:
“ … i nostri fondatori non si inchinerebbero davanti a un re, né dovremmo inchinarci noi davanti agli imperatori dell’economia online.”

Più conciliante l’intervento di James Sensenbrenner, membro del Congresso da oltre 40 anni, che ha affermato: “essere dei grandi non è necessariamente negativo, anzi direi piuttosto il contrario” .
L’apertura lascia spazio a un confronto meno inquisitorio rispetto a Cecilline, le argomentazioni sottolineano come negli Stati Uniti il successo sia un valore da sempre incoraggiato e premiato, ma, il veterano del Congresso non tralascia il punto centrale del dibattito e si avvia a una chiusura pronta ad accogliere le risposte dei quattro interessati: “ siamo qui per comprendere meglio i ruoli che le vostre aziende occupano nel mercato digitale, e soprattutto l’effetto che essi sortiscono sui consumatori e sul pubblico in generale.”

L’udienza è stata qui interrotta per lasciare spazio alle pratiche di igienizzazione anti covid, dopo un’ora i 4 testimoni erano in videocall al giuramento.

Nel prossimo post entrerò nel merito delle loro argomentazioni e soprattutto delle loro interessanti modalità di Comunicazione ad alto impatto: tempo poco e un obiettivo che riguarda più o meno le sorti dell’economia globale.

Il successo è nella consapevolezza

Dopo aver analizzato i 7 principi che definiscono la cultura aziendale (non ne sai nulla? Clicca subito qui!) oggi gli elementi che la influenzano.
Avere la consapevolezza piena della cultura della propria azienda, studio professionale o laboratorio, come già dicevamo la scorsa volta, significa sapere con lucidità e velocità le azioni da compiere nel momento in cui si decide di intraprendere un cambiamento e in cui si è coinvolti da esso.
Non esistono soluzioni valide per tutti, non ci sono formule standard, ci sono delle strategie sicuramente ma il tutto va declinato in funzione della storia dell’azienda e di altri elementi che a breve vedremo nello specifico.

A mano a mano che leggerai questi elementi chiediti quale sia il tuo livello di conoscenza del tuo contesto di lavoro, anche se l’azienda non fosse tua il tuo ruolo potrebbe comunque risultare determinante e il tuo contributo fare la differenza.

Ciò che contribuisce alla costruzione della cultura aziendale e ne influenza l’andamento può essere così identificato:

  • La storia. Qualcuno la chiama anche “il sogno dell’imprenditore”. Come è nata la tua impresa, piccola o grande che sia? L’hai creata tu dal nulla? L’hai ereditata? È il risultato di una fusione o acquisizione? Che si tratti di un’azienda medio – grande o di un piccolo negozio non fa differenza: la storia scorre nelle vene della tua attività ed emergerà nei momenti più importanti. Tutto inizia dal sogno dell’imprenditore.

 

  • La proprietà: di che tipo di impresa stiamo parlando? Una gestione familiare? Un’attività imprenditoriale più complessa? Un’associazione o cooperativa? O lavori presso un’istituzione? Ognuna di queste tipologie determina la tipologia di azione da intraprendere.

 

  • Le dimensioni dell’ambiente: si opera a livello locale, regionale, nazionale o globale? È fondamentale per ragionare sulla preparazione al cambiamento.

 

  • La missione: parliamo di utili, valore/prezzo, beneficenza, crescita.

 

  • Le risorse: che persone operano al suo interno? Che attività svolgono e in che ruolo? Titolo di studio?
    Modalità di gestione: troppo controllante? Basata su assunzioni e licenziamenti? Sull’acquisizione di soci?

 

  • Livello tecnologico: quanto è digitalizzata e tecnologica l’organizzazione di cui stiamo parlando? E che peso ha il livello di tecnologie nella gestione del cambiamento?

Ignorare questi elementi, così come sottovalutarli, è rischioso e sciocco.

Ogni azienda porterà a un risultato diverso nella combinazione di questi elementi. Dunque il programma di cambiamento deve tenere presente questo presupposto per conseguire risultati di successo.

Una volta raggiunto il risultato va raccontato, comunicato, nelle modalità che ti propongo da tempo!

Non ti è ancora chiaro cosa significa comunicare ad alto impatto?
Ho le indicazioni che ti servono, basta cliccare qui!