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I sei step di un ascolto efficace!

Ti è ormai chiaro quanto l’ascolto sia un elemento chiave per una comunicazione efficace.
Spesso la capacità di ascoltare in modo empatico è resa possibile o facilitata da tutta una serie di accorgimenti “preparatori”, dei veri e propri step di un ascolto efficace.
L’ascolto è uno dei fattori chiave di una Comunicazione efficace, per questo è importante conoscerne le caratteristiche e soprattutto gli effetti della sua applicazione.   
 
L’ascolto empatico presuppone che si crei un momento di forte sintonia tra chi parla e chi riceve, è quindi importante che l’ascoltatore sia anche in grado di comunicare che è pronto ad accogliere dimostrando all’interlocutore la propria disponibilità nel dedicare tempo e attenzione a ciò che ha da dirgli.
 

Gli step di un ascolto efficace

Può essere utile tenere a mente i seguenti fondamentali step per un ascolto efficace, metti queste tips nella tua cassetta degli attrezzi!
 
  • Poniti di fronte al tuo interlocutore per poterlo guardare negli occhi. Si ascolta con le orecchie, è vero, ma sappiamo quanto il non verbale possa contribuire a creare empatia e a comunicare vicinanza;
  • Ritagliati del tempo dedicato al tuo interlocutore: se una persona ti sta parlando di qualcosa apprezzerà molto il fatto che tu ti sia ritagliato del tempo per poter dedicare all’ascolto la massima attenzione;
  • Evita di rispondere prematuramente a quel che dice, prenditi tutto il tempo per assimilare i dettagli che ti trasmette, le sfumature della sua voce, l’enfasi che pone su alcuni contenuti piuttosto che altri;
  • Non omettere né aggiungere elementi nel riformulare ciò che hai ascoltato: attenersi sempre alla versione dell’emittente (per usare termini tecnici). 
  • Assumi una posizione confortevole in modo da non doverti spostare e distrarre il tuo interlocutore;
  • Elimina o fai in modo di gestire i rumori: questi possono essere esterni, quindi legati al contesto o all’ambienti, oppure interni, quando ad esempio abbiamo troppi pensieri.
Questi strumenti se applicati con cura e attenzione possono davvero fare la differenza tra un ascolto approssimativo e un ascolto davvero efficace.
Se invece vuoi essere tu a fare la differenza … lavora su tutti gli aspetti della tua Comunicazione per far sì che ti porti direttamente al raggiungimento dei tuoi obiettivi.
Cosa fare per approfondire il tema dell’ascolto e avere una Comunicazione Efficace e proficua?
Sono qui per questo!
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I livelli di ascolto: l’escalation di una Comunicazione efficace

Analizzare la differenza tra “sentire” e “ascoltare” ci ha aperto le porte verso questo universo complesso che è l’ascolto.
Abbiamo visto come il vero elemento differenziante sia, non solo l‘intenzionalità dell’azione di ascoltare, ma soprattutto l’assunzione di responsabilità nel porsi in una condizione di ascolto.
Una volta appurata questa differenza c’è da porsi un’altra importante domanda: come si differenzia al suo interno l’ascolto?
Ci sono diversi modi di ascoltare?
Ebbene, ovviamente, sì.
Anche l’ascolto conosce una sua differenziazione interna che si esprime nei diversi livelli di ascolto.

I livelli di ascolto

L’attenzione dedicata all’interlocutore, la responsabilità che ci assumiamo nell’ascoltare, possono variare da situazione a situazione, da persona a persona e anche da stato d’animo a stato d’animo.
Insomma non tutti ascoltiamo nella stessa maniera e soprattutto una persona non ascolta sempre nello modo.
Per questo è stata operata una distinzione tra tre diversi livelli di ascolto.

Primo livello: ascolto passivo.

Immagina di ascoltare un podcast, una presentazione, una lezione che ti interessa.
Puoi ascoltare, ma non intervenire.
Il tuo livello di attenzione e concentrazione può essere sicuramente alto, ma non c’è un’interazione con gli interlocutori.
Questa modalità è definita passiva e non va confusa con il sentire, quest’ultimo infatti, come abbiamo visto si riferisce agli aspetti organici dell’azione agita dall’udito.
L’ascolto passivo può avere un alto livello di attenzione, ma è definito passivo perché non c’è interazione, ma solo la registrazione delle informazioni ricevute.

Secondo livello: ascolto attivo.

Qui siamo a un passaggio evolutivo successivo.
L’ascoltatore, infatti, dopo aver recepito le informazioni è anche in grado di rielaborarleriformularle per dare evidenza del livello di attenzione e partecipazione.
In questa fase dunque, oltre all’assimilazione dei contenuti, entra in gioco anche la capacità di interpretare e rielaborare.
In questo livello dunque, il destinatario assume la posizione di emittente e restituisce, senza aggiungere o togliere, quello che ha ricevuto e rimanda all’altro la comunicazione ricevuta.

Terzo livello: ascolto empatico.

Qui il salto di livello è dato pienamente dal significato della parola empatia e dalla sua applicazione.
Infatti l’ascolto empatico si verifica quando il destinatario entra così tanto in sintonia con il mittente da condividerne lo stato d’animo.
Questa condizione si manifesta non solo nella restituzione verbale del messaggio ricevuto, magari attraverso una risposta, ma anche nel linguaggio non verbale attraverso gesti e prossemica.
Le distanze si accorciano e gli atteggiamenti sono di maggiore apertura.
Questi tre livelli di ascolto rappresentano tre parametri di riferimento per lo studio dell’ascolto come processo complesso, non sono sempre così nettamente distinte le situazioni e le condizioni di ascolto.
L’ascolto è uno degli elementi più importanti di una Comunicazione efficace, per questo è importante conoscerne il funzionamento.
Quindi se vuoi iniziare ad avere cura della tua Comunicazione rendendola più efficace e proficua inizia da qui e i risultati non tarderanno ad arrivare! 
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Credibilità e comunicazione: come ti relazioni con i tuoi interlocutori?

Il legame è tra credibilità e comunicazione è molto stretto e si fonda su un principio semplice: se ciò che dico convince, chi mi sta davanti mi ascolta. 
La credibilità riveste un ruolo fondamentale in tutto gli ambiti della comunicazione verbale e non verbale.
Sei uno speaker e devi esporre un discorso in pubblico?
Devi essere credibile.
Stai promuovendo un prodotto o un servizio a un possibile cliente?
Devi essere credibile.
Vuoi confidare un tuo stato d’animo e ricevere l’appoggio e l’aiuto della tua famiglia?
Ebbene sì, anche con loro devi essere credibile.
All’interno di un processo di comunicazione, anche la credibilità è una caratteristica che va contestualizzata.
Non essere credibili in una circostanza non significa non essere credibili come persone in generale.
Con ogni probabilità la mancata credibilità in una specifica circostanza può dipendere da errori di Comunicazione.
Per questo è fondamentale che quando si ha qualcosa da dire si sia in grado di trasmetterla in modo che il significato dei contenuti arrivi agli altri esattamente nel modo in cui vogliamo che arrivi.
Grandi verità o informazioni utili possono essere veicolate in modo approssimativo o poco persuasivo con la conseguenza di non raggiungere gli obiettivi comunicativi desiderati.
La credibilità è importante sempre, ma è ancora più incisiva quando non si ha molto tempo per arrivare all’interlocutore e condurlo verso l’obiettivo che ci siamo posti.
Quando si dà inizio a un processo comunicativo si deve avere nella testa un primo imprescindibile obiettivo: catturare l’attenzione di chi ascolta.
Senza l’attenzione non si apre una strada per arrivare dove vogliamo.
Perché stai dicendo questa cosa a questa persona? 
Dove vuoi arrivare e soprattutto cosa puoi fare per lei/lui?
A quale suo bisogno stai rispondendo?
Per quale suo problema hai una soluzione da proporre?
 
Questa domanda rappresenta un punto di partenza focale per impostare la relazione con i tuoi interlocutori.
 
Sapere cosa puoi fare per loro sarà fondamentale per raggiungere i tuoi obiettivi di comunicazione e condurre l’interlocutore dove vuoi tu.
Perché?
Perché hai qualcosa di utile e risolutivo per lui/lei.
 
Come imparare a trasmettere i contenuti giusti nel modo giusto per avere l’attenzione dell’interlocutore?
Acquisendo gli strumenti necessari, quelli che aumentano il valore di quel che dici.
Cosa devi fare?
Questo 👇

Vuoi l’attenzione del tuo pubblico? Ho 8 incipit di successo per te! – Parte 2

L’attenzione del pubblico è il premio finale, l’indicatore di successo di un discorso ben riuscito.

Nel post della scorsa settimana ti ho introdotto i primi 4 incipit di successo, adesso ne arrivano altri 4 pronti per rendere il tuo discorso efficace e soprattutto proficuo.

Prima di entrare nel merito – e nella pratica –  dei nuovi incipit è bene ricordare cosa accade quando esordisci con un “buongiorno, oggi parleremo di …

Potrebbe accadere che alcuni dei tuoi interlocutori si chiedano quanto tempo stiano dedicando a un’attività che si preannuncia noiosa, a quel punto potrebbero giungere alla conclusione che quel tempo lo stiano perdendo.

Questo non va bene!

Se l’evento poi non fosse gratuito emergerebbe una seconda variabile di malcontento: il denaro.

Quanti soldi ho buttato per venirmi ad annoiare?

Il tuo discorso potrebbe essere ricco di spunti interessanti e di contenuti brillanti, ma se le persone lasciano la stanza prima che ci arrivi è un bel guaio, un grande danno per te e per i tuoi affari direi piuttosto.

Quindi dopo aver ripassato i primi 4 possibili incipit, andiamo con il secondo gruppo.

🔴  5 – La previsione: “questo è quello che di qui a pochi mesi si verificherà“. Anche qui, uno sguardo sul futuro, il sentore di un cambiamento, non possono che attirare l’attenzione di chi è in ascolto.

🔴  6 – L’aneddoto: “sto per raccontarvi come ho fatto a perdere il lavoro“. L’efficacia di una storia non ha eguali: dettagli irresistibili conquistano l’ascolto e l’attenzione del pubblico che vuole sapere le dinamiche e soprattutto l’esito.

🔴  7 – L’esperienza: “il mio più grande successo nel corso di un progetto è stato … ” qui arriva l’implicita promessa di suggerire una strategia che salvaguardi dall’errore e conduca a una soluzione di successo. Impossibile non ascoltare.

🔴  8 – L’allerta: “ecco i più evidenti segnali di pericolo a cui devi prestare attenzione per …” Come puoi non essere interessato a qualcuno che ti sta dicendo come riconoscere e proteggerti da un pericolo?

Ora scegli il tuo incipit e mettiti subito alla prova, coinvolgi i tuoi interlocutori e poi racconta la tua esperienza nei commenti.

Ora che il tuo bagaglio è più ricco leggi anche la scheda del corso “Come costruire un discorso efficace” per avere più chiara la struttura del discorso e consultarmi se hai bisogno di approfondire o di essere supportato nel tuo discorso.

 
Scrivi a info@matteomaserati.it

 

Tutti i segreti della Comunicazione Asincrona per il successo delle tue performance!

Il successo delle tue performance è fortemente legato a 2 fattori imprescindibili: il tempo e il risultato.
Il primo non puoi permetterti di perderlo il secondo deve rispondere a standard definiti, al di sotto dei quali può considerarsi scarso o nullo.
Nella nostra analisi sulla Comunicazione Sincrona (non perdere il post se la scorsa settimana ti è sfuggito) abbiamo visto ad uno ad uno gli svantaggi di una modalità comunicativa che incide molto sull’organizzazione non solo delle attività
professionali, ma spesso dell’intero spazio della giornata, invadendo anche la sfera privata.
Questo non deve accadere.
Per questo oggi voglio svelarti tutti i segreti di un modello di Comunicazione più snello: quello asincrono.
Molte aziende stanno comprendendo il valore di questo modello misurando in primo luogo i vantaggi riscontrati dai dipendenti dopo aver dato loro una maggiore autonomia nella gestione della Comunicazione nel team.

Partiamo!

  • I collaboratori sono più felici, e anche più produttivi – non a caso – se non ci sono orari di lavoro rigidi o comunque impostati. Possono decidere in autonomia come impostare le proprie giornate non solo in base alle proprie necessità logistiche ma anche al proprio bioritmo. Figli da seguire? Traffico da evitare? Primo mattino da dedicare alla meditazione o alla ginnastica per cominciare al meglio la giornata? Con un modello Asincrono è possibile. Inoltre questa modalità comunicativa tiene conto dei momenti più produttivi a livello individuale che sono diversi per ciascuno. Hai presente quelle persone che rendono di più studiando di notte? E invece quelli che vanno come treni dalle 5 del mattino alle 12? Ecco questo si intende per bioritmo. Ognuno conosce i propri tempi di lavoro e i momenti di massimo rendimento.
  • Il livello di comunicazione asincrona prevede una minor velocità, a vantaggio della qualità della Comunicazione. Quando non si ha la necessità di rispondere all’istante si evitano con maggiore facilità le risposte istintive e si punta su quelle più ragionate. Inoltre il risultato è vantaggioso anche in termini di completezza delle informazioni – risposte, in quanto si risponde quando si è pronti e spesso quando si ha una visione complessiva della situazione. Avere il tempo di riflettere è il giusto preludio a risposte efficaci.
  • L’assenza di contemporaneità – o quasi – porta a una migliore pianificazione delle attività, che, a sua volta, è all’origine di condizioni di lavoro meno stressanti. Quando non ci sono le cosiddette richieste Asap – as soon as possible – (ovvero ora!) è possibile una pianificazione avanzata perché le persone possono contare su un maggior carico di attenzione e concentrazione. La qualità del lavoro risulta essere notevolmente superiore.
  • Le full immersion sono indisturbate a vantaggio del rendimento. Il lavoro può essere svolto con maggiore intensità e meno superficialità perché non si è guidati dalla necessità di rispondere in fretta a mille urgenze. Si può tornare al lusso di controllare i messaggi in 1-3 volte al giorno invece che passare continuamente da un messaggio all’altro.
  • Uguaglianza nel fuso orario: la comunicazione tra collaboratori divisi dai confini nazionali con fuso orario diventa più facile ed equa nella misura in cui nessuno è in svantaggio informativo rispetto ad altri.

Insomma non hai dubbi su quale sia il modello di comunicazione più efficace adesso!

E invece no!
Conserva ancora qualche dubbio perché non è come pensi, non tutto almeno!
Ma anche qui appuntamento al prossimo post per completare l’approfondimento su Comunicazione Sincrona e Asincrona.
Colpo di scena, preparati!