Impara a riconoscere gli stili aggressivi

In questo percorso di approfondimento sul mobbing, vedi i post precedenti se li hai persi  (Il mobbing: prevenire grazie alle tecniche di comunicazione – Stile di comunicazione passivo e mobbing: chi sono le vittime più facili?)  oggi mi voglio concentrare sullo stile più identificativo di chi esercita azioni di mobbing verso i propri colleghi o collaboratori: lo stile aggressivo.

Vado subito all’identikit

Lo stile aggressivo è caratterizzato dalla spiccata tendenza ad esercitare la propria influenza sugli altri, cercando di prevalere senza tenere conto dei loro spazi.
I comportamenti più frequenti rintracciabili nello stile aggressivo sono:

· Non dedicare spazio e attenzione alle argomentazioni altrui, sminuendole o criticandole, spesso non ascoltandole.
· Evidenziare gli errori degli altri.
· Attribuire ad altri le responsabilità di un errore senza riconoscere le proprie
· Monopolizzare la conversazione senza interpellare né ascoltare gli altri.
Interrompere gli altri interlocutori.
· Giudicare.

Osserviamo, anche in questo caso, la sfera del non verbale e paraverbale:

· Assumere una gestualità aggressiva (puntare il dito, indicare).
· Tendere a guardare fisso negli occhi l’interlocutore.
· Esprimersi con un tono di voce forte e pungente.
· Avere una fluidità linguistica volutamente lenta come se non si contemplasse la possibilità che altri possano entrare nella conversazione.
· Avere una forte tendenza all’avvicinamento nel controllo della prossimità spaziale.
· In termini di controllo del tempo tendere spesso ad invadere gli spazi degli altri.

Anche in questo caso è importante tener presente la necessità di estremizzazioni.

Avete mai conosciuto qualcuno che si comporti solo in questo modo?

Credo e spero di no!
Quando si parla di stile relazionale è più che di stile comunicativo vero e proprio è più corretto dire che una persona ha una maggiore inclinazione verso un determinato tipo di comportamento, le variabili determinate dai contesti e dalle persone spesso possono generare esiti completamente diversi anche se il soggetto è sempre lo stesso.
Hai presente il prepotente di turno? Quello che vuole vincere sempre lui a calcio, quello che urla quando parla e non chiede mai l’opinione altrui? Quello che non accetta che qualcuno possa pensarla diversamente da lui? Ebbene proprio lui!
Pensi davvero che possa essere sempre e solo così in ogni situazione?
Anche quando gli parla il suo capo?
Questo è solo un banale esempio utile per semplificare e far comprendere come il passaggio tra uno stile relazionale all’altro sia possibile e spesso assolutamente inevitabile.

Mi fermo e ti anticipo che al prossimo giro ti parlerò di assertività prima di iniziare un viaggio più profondo nelle dinamiche comunicative, e pericolose, del mobbing.

Inizia ad arricchire i tuoi strumenti, parti da qui!

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