Secondo i risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Chicago, autostima, stress e rendimento scolastico sono strettamente collegati, indipendentemente dal tipo di preparazione in vista di un esame o di una prova. Infatti, misurando i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, in un gruppo di studenti che doveva affrontare un importante test di matematica, i ricercatori hanno rilevato che, a parità di capacità di calcolo, tra gli studenti più dotati quelli più insicuri e con una bassa autostima avevano risultati più penalizzanti.
In sostanza, tensione e insicurezza circa le proprie capacità influirebbero in maniera incisiva sui risultati delle prove scolastiche e universitarie. Gli stessi autori hanno però dimostrato che si può ricorrere a un semplice ma utile esercizio per neutralizzare l’effetto negativo dello stress: un quarto d’ora prima dell’esame è utile mettere per iscritto ansie, paure e preoccupazioni. Questo passaggio sarebbe sufficiente a riequilibrare l’aspetto emotivo a favore di un buon risultato.
Tuttavia, come sottolinea lo psichiatra Vittorino Andreoli, la paura del fallimento nasce ben prima dell’esame o della prova, e dipende dal clima giudicante in cui uno studente è cresciuto, sia casa che a scuola. Fondamentale è dunque, sia da parte degli insegnanti che da parte dei genitori, un atteggiamento sereno, di supporto e anche di distacco rispetto all’importanza dei voti nella crescita e nella formazione dei ragazzi.





