La visualizzazione nelle peak performance: l’Italia del rugby contro gli U.S.A. per approdare ai quarti di finale (risultato storico)
Radio2 CaterpillarAM 27/09/11
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Prestazioni di questo tipo sono all’ordine del giorno di chi fa sport a livello agonistico… Oggi la Peak performance, che letteralmente significa la prestazione di picco… Serve più che mai. E consiglierò alcune delle cose che consiglio agli sportivi che seguo come mental coach.
Mi rivolgo a te giocatore della nostra nazionale di rugby… Intanto per tutti quelli superstiziosi non c’è il due senza il tre… (vinto il primo match con l’Australia ed il secondo con la Russia perché non vincere anche con gli U.S.A.?) ma… di superstizione non si vince una partita.
Il tuo è uno sport che ci insegna ogni giorno come schivare i problemi della vita, come affrontarli, come buttare giù i muri che troviamo di fronte, come cadere e come rialzarsi e soprattutto come arrivare alla nostra meta. Una nazione oggi, mentre si mette al lavoro, avrà un pensiero per te. Come diceva Al Pacino nel film ANY GIVEN SUNDAY (Ogni maledetta domenica) ogni meta si conquista un centimetro alla volta.
Prima della partita un esercizio importantissimo è visualizzare la vittoria… Ovvero immaginare la vittoria, istante dopo istante… Sentendo le emozioni che crea ogni centimetro conquistato nell’area avversaria, vedendo la propria squadra, tutta, che conquista una meta dopo l’altra, sentendo le urla dagli spalti dei tifosi. Questo aiuta a creare uno stato di certezza ed avere lo stato di certezza della vittoria permette di richiamare tutte le risorse di cui si necessita.
La visualizzazione è una strategia molto più potente di quanto si possa immaginare.
Partiamo dal presupposto che tutto ciò che facciamo prima lo pensiamo… Inevitabilmente ogni azione deve essere pensata prima di essere compiuta. Bene… Ora immaginiamo che una persona debba sostenere una prova importante, un esame all’università, un colloquio di lavoro, oppure una prestazione sportiva o anche la semplice partita a bowling con gli amici. E prendiamo proprio quest ultimo esempio… Ora, al momento del tiro se si pensa che la palla cadrà nel corridoio laterale ci saranno molte buone possibilità o che la palla cadrà, effettivamente, nel corridoio oppure che il tiro non sarà proprio come si immaginava. Il motivo è semplice. Quando pensiamo ed immaginiamo una certa azione il nostro cervello inizia ad attivare una serie di movimenti e micro azioni che porteranno a realizzare il pensiero fatto precedentemente. L’esempio è quando facciamo una cosa, pensiamo che vada male ed alla fine ci diciamo “vedi… Te lo avevo detto”.
Un atleta che si trova nella condizione di dover avere una certa prestazione può aiutarsi immaginando in modo multisensoriale esattamente come dovrà essere la sua prestazione, ogni istante ed ogni movimento. Insomma anticipare il successo con la mente. In tal modo migliorano le emozioni associate alla prestazione e si entra più velocemente nello stato di certezza di cui parlavo prima.
Durante i corsi di apprendimento rapido suggerisco sempre agli studenti di immaginarsi l’esame come vogliano che vada, ma non solo il giorno prima, ma dalla settimana prima. Durante le sessioni di Coaching con gli atleti dedico sempre una buona parte alla visualizzazione della vittoria o del loro migliore gesto atletico.
Questo fare si chiama Mental Training.





