Impara a Comunicare in Ascensore

Nessuna azienda o quasi insegna ai propri manager o dipendenti a comunicare nelle situazioni informali. Eppure queste rappresentano contesti chiave di relazioni, collaborazioni e negoziazioni.

Saper comunicare anche in ascensore o davanti alla macchinetta del caffè (senza slide o discorsi preparati) può fare la differenza e ti può regalare gran belle soddisfazioni.

Una delle capacità fondamentali più richieste sul lavoro è saper comunicare in modo:

  • CHIARO – per non generare fraintendimenti;
  • SINTETICO – per usare bene il tempo di tutti;
  • IMPATTANTE – per lasciare il segno, risultare autorevole e credibile.

Potrebbe capitarti di trovarti in una situazione improvvisa ed informale e dover conversare o rispondere prontamente a colui che hai davanti. Beh anche in questi casi, devi saper rispondere in pochi secondi in modo sensato e credibile, trasmettendo di te un’immagine professionale e convincente.

Non puoi permetterti di intaccare la tua reputazione solo perché in quell’istante non eri pronto!

È quello che gli inglesi chiamano appunto “Elevator Speech”, ossia la situazione estemporanea che richiede una comunicazione che risulti chiara sintetica ed impattante, senza che si abbia a disposizione del tempo per prepararsi.

L’importanza di un metodo

È curioso come queste situazioni abituali siano gestite spesso senza nessuno strumento.

Diventa quindi necessario, anzi direi fondamentale, disporre di tecniche e strumenti che ti consentano di essere efficace e convincente in ogni occasione.

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Mi preme sottolineare che comunicare in modo efficace in ascensore non significa:

  • avere un sorriso plastico
  • chiedere “come stai?”
  • affermare che oggi è una bella giornata di sole
  • evidenziare quanto traffico c’è in città

Il FOCUS principale deve essere sull’interpretazione delle micro espressioni facciali, variazioni di posizione e variazione di frequenza respiratoria che il nostro interlocutore mette in atto dopo una nostra affermazione. Attenzione AFFERMAZIONE e non DOMANDA.

Il motivo per cui, in situazioni di questo tipo è meglio affermare, piuttosto che chiedere è semplice. Nell’instante in cui incontro una persona, dopo che si sono aperte le porte, anche se la conosco non è detto che abbia voglia di parlare e tantomeno rispondere e se si aggiunge che  il fattore tempo, circa 5 secondi tra un piano e l’altro, non aiuta ad essere esaurienti nella risposta, potrebbe portare la persona a cui abbiamo rivolto una domanda ad essere molto superficiale o addirittura a sviare nella risposta, non per mancanza di volontà, ma per la razionale consapevolezza che il tempo a disposizione è poco. Vediamo questo caso.

Le porte si aprono, in ascensore ci sono Marco ed altre 2 persone. Luca entra

Luca: “Ciao Marco!”

Marco: “Buongiorno Luca!”

Luca: “Come è andata la riunione ieri”

Marco: “Tutto bene”

DinDin … Marco è arrivato al piano e si appresta a scendere.

Marco: “Ciao, a domani”

Luca: “Ciao”

Di certo questa ricca conversazione non ha portato nessun valore aggiunto al rapporto tra Luca e Marco. Anzi spesso e volentieri molte domande sembrano rivolte solamente per riempire quei 5 secondi da un piano all’altro. Risultano sterili e fredde ed è palese che

DELLA TUA RISPOSTA NON GLIENE FREGA NULLA A NESSUNO!!!

Se poi si aggiunge che sono presenti altre persone (conoscenti o non conoscenti), chi mi dice che Marco abbia voglia di far fare i fatti suoi a colleghi che a mala pena conosce?

Saper intraprendere un mini discorso efficace e che porti ad un risultato, in ascensore, NON è FACILE, ma con un pò di pratica e alcuni consigli si PUO’ FARE.

Anzitutto si presuppone una precisa conoscenza del contesto, dello stabile/struttura, del business, delle criticità del momento e dell’aria che tira. Avere le giuste informazioni in qualunque processo di comunicazione, in ascensore, in pubblico, in una riunione del CDA, in una trattativa.

Se non hai informazioni, se sei il consulente che entra per la prima volta in quell’ascensore, meglio che stai zitto! Saluta e Basta!

Nel 2015 mi è capitato di essere in un’ascensore con il direttore risorse umane dell’azienda, si stavano facendo tagli importanti al personale, entra questo consulente (giacca, cravatta, profumo, valigetta, e scarpe … più o meno pulite) e esordisce senza conoscere nessuno con “Che bella questa struttura, certo che ti viene voglia di lavorare in posti come questi!” …  Il direttore : “e… Già” … e poi silenzio.

QUINDI?

Anzitutto come in ogni processo comunicativo bisogna avere un chiaro obiettivo. E di solito, in occasioni di questo tipo sono 2 i potenziali obiettivi:

  1. migliorare o creare Rapport (aumentare o ripristinare la sintonia e il feeling )
  2. fissare un incontro per affrontare una tematica

Come prima cosa utilizza un truismo. Il più semplice in questo caso è confermare il piano che raggiunge il tuo interlocutore: “Stai andando al 5° piano giusto” … di solito la risposta è “SI”. Se la risposta fosse: “NO, oddio mi sono sbagliato” ti porti già a casa un grande risultato e di sicuro non ti devo spiegare come poter continuare il discorso, l’unica cosa che ti suggerisco è di non farlo sentire un rincogl… insomma hai capito.

Dopo il “SI” puoi fare una seconda affermazione “vera” come potrebbe essere un riferimento al piano da raggiungere: “il 5° piano, l’amministrazione!” oppure “il 5° piano, ristrutturato da poco vero?” ancora “il 5° dove ieri si è svolta ( o si svolgerà ) la riunione del CDA questo pomeriggio”.

Ed ora osserva, espressioni, sospiri, sorrisi o sguardi che piombano nella tromba dell’ascensore oppure rivolti al cielo ricercando un atto di misericordia … che mai arriverà 🙂 !

A questo punto si apre un complesso scenario di possibilità. Ricordiamo insieme qual’è l’obiettivo: migliorare o creare Rapport oppure fissare un incontro per affrontare una tematica ?

Nel caso fosse il primo… in funzione del modo di reagire all’ultima tua frase puoi aggiungere un semplice inciso che ti permetterà di essere ricordato : “ho visto tanti talenti uscire dal 5° Piano, certo che non è facile” oppure “ho sentito che il CDA di ieri ha scaldato gli animi” oppure “appena ho un minuto ti passo a salutare cosi mi fai vedere il nuovo set up del piano” oppure “tutti mi parlano bene dell’amministrazione (solo se è vero)”. Insomma qualcosa che tenda a confermare una buona sensazione positiva nel caso tua avessi percepito dalla sua fisiognomica un segnale positivo, oppure una frase che tende a sdrammatizzare nel caso avessi percepito una sensazione negativa.

Se il tuo obiettivo è continuare a parlare con la persona che il destino ti ha messo davanti in ascensore, puoi suggerire

“che ne dici se in mattinata ti passo a salutare e ci prendiamo un caffè, così ti espongo …..” oppure

“sull’amministrazione vorrei confrontarmi con te, che ne dici se domani alle 11 ti passo a salutare e ne parliamo?” oppure

“che tu sappia il set up del 5° piano ha previsto gli scaffali? allora passo a vederli cos’ capisco come archiviare meglio i nuovi documenti”.

Nel caso i piani che dovete fare insieme sono più di 2 … ovvero più di dieci secondi ti possono essere utili le strategie di comunicazione d’impatto ovvero veri e propri script che puoi usare in qualunque momento e su qualunque tema che durano meno di 60 secondi e che portano il tuo uditore o uditorio a volerne saper di più o ad intraprendere un’azione.

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PS:

LA REGOLA SEGRETA: in ascensore ancora prima di iniziare a parlare, fai un sorriso e saluta tutti con un buongiorno o buonasera e non rivolgerti solo alla persona che già conosci.

Sorriso autentico e non finto… e se non hai voglia di sorridere … PRENDI LE SCALE.

 

 

 

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