Author Archives: Matteo

Come sconfiggere le proprie paure Lezione 1

Come sconfiggere le proprie paure

LEZIONE 1

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Ecco alcuni semplici consigli su come sconfiggere piccole o grandi paure. Come prima cosa è fondamentale saper che la paura è un’emozione dominata dall’istinto, di cui si identificano diversi stati d’intensità : il timore, l’ansia, la paura, il panico ed il terrore (sono in ordine di forza).

Alcune paure hanno un effetto positivo :-P  altre negativo :-( , ti paralizzano. Alcuni esempi potrebbero essere : Paura del giudizio degli altri – paura del fallimento – paura di cambiare vita – paura di sostenere esami – paura di guidare – paure di “provarci ” con Lei/Lui – paura della morte – paura di rendersi conto dei propri limiti – paura di provare delle emozioni – paura di non trovare la persona giusta – paura di innamorarsi etc…

PRIMA COSA (esercizio) : scrivere un elenco delle proprie paure, quelle che si rivivono più frequentemente. Un buon sussidio per identificarle potrebbe essere rispondere a domande del tipo : cosa non vorrei che mi accadesse mai nella vita? cosa temo per me? cosa temo per le persone care? cosa voglio evitare.

Per esempio: alla domanda cosa temo, cosa non vorrei mai che mi capitasse? La risposta potrebbe essere PERDERE il LAVORO … ecco identificata la paura… Ma volendo si potrebbe aggiungere la domanda PERCHE? e la risposta potrebbe essere : perché non avrei i soldi per mandare avanti la famiglia. A mio avviso non  credo che una persona che perde il lavoro non ha i soldi per mandare avanti al famiglia, poiché credo che se si perdesse il lavoro, in breve tempo, se ne potrebbe trovare un altro, forse non soddisfacente come il precedente, non così remunerativo, insomma bisognerebbe un po’ adattarsi… Ecco trovata un’altra paura: Paura di rinnovarsi, di adattarsi, di scendere a compromessi o accontentarsi.

Buon Lavoro.

Mi rivolgo a te che te la vedi brutta o semplicemente molto dura – CaterpillarAM 30/03/12

Mi rivolgo a te che te la vedi brutta o semplicemente molto dura.

In questi sette mesi di trasmissione mi sono arrivate tante richieste di motivazione ed aiuto, alcune veramente toccanti a cui ho fatto anche fatica rispondere, altre a cui non sono riuscito a dedicare un mi rivolgo a te che live, alle 7.03 di ogni mattina. E la maggior parte delle mail che mi sono arrivate chiedevano sempre qualche parola di conforto per una persona o per una categoria… dal ferista di sala operatoria, allo studente, dalla casalinga al genitore che voleva dare una mano al figlio.

Tutto questo mi ha riempito il cuore e allo stesso tempo mi ha un po’ rattristato perché ancora di più mi sono reso conto che le situazioni che ci capitano nella vita sono davvero toste, impegnative, difficili, alcune volte da togliere il fiato. Ma mi sono convinto sempre più di una cosa che voglio dire a tutti voi e a tutti quelli che se la vedono brutta o semplicemente molto dura: mi rivolgo a te che sei dall’altra parte della radio.

Negli ultimi 10 anni, grazie a questo splendido lavoro, che qualcuno chiama esperto di peak performance, qualcun altro “motivatore”, altri ancora semplicemente lavoro di consulenza, mi sono reso conto che il regalo più grande, non è stato aiutare e risolvere i casini di centinaia di persone e decine di aziende, il regalo più grande non l’ho fatto a chi ho insegnato come vincere una medaglia o superare una paura, o prendere 30 all’esame, il regalo più grande non l’ho fatto a chi ho spiegato come comunicare in modo straordinario, o vendere di più. Ma il regalo più grnde l’ho fatto a me stesso perché tutte le volte che consigliavo a qualcuno di fare , dire o pensare qualcosa che permettesse di migliorare, automaticamente lo consigliavo a me stesso.

Mi rivolgo a te:  se vuoi migliorare la tua vita, in qualunque modo o in qualsivoglia area, cerca di migliorare la vita di qualcun altro, allunga la mano, passa il favore.

Mi rivolgo a te genitore che ripeti a tuo figlio cosa e come fare – CaterpillarAM 29/03/12

Mi rivolgo a te genitore che ripeti a tuo figlio cosa e come fare.
Vi ricordate ieri l’argomento trattato? Il mi rivolgo a te era dedicato ai figli che hanno genitori che gli dicono sempre cosa fare… e il punto di vista era quello dei figli. Oggi l’argomento sarà lo stesso ma il punto di vista sarà quello del genitore.
Quindi mi rivolgo a te genitore che a tuo figlio ripeti cosa e come fare…. Il papà del tennista Bernard Tomic da cui è partita le dissertazione sui genitori e figli era a bordo campo e insistentemente consigliava il figlio, invadendolo di messaggi. Alcune volte le battaglie dei figli non sono le loro ma piuttosto sono quelle dei genitori… Mi ricordo alcune partite di pallone a cui ho assistito in cui i genitori se la prendevano più dei figli, sembrava quasi che fosse la loro partita. :evil: :evil:
Attenzione , alcune volte essere troppo “consiglieri” ovvero dare troppe informazioni ai propri ragazzi su come , perché, dove e quando , potrebbe essere deleterio in quanto, oltre a sovraccaricare il ragazzo e portarlo alla sindrome del perfezionismo, rischia di ledere la fiducia che lui stesso ripone in se stesso. Lavorando moltissimo con i ragazzi e nelle scuole spesso mi sento dire delle parole simili a “ma perchè mio padre rompe così tanto ? mi crede in inetto? ” , con un linguaggio più colorito. :-x
Dare fiduicia non è facile , ma mai come in questo periodo i figli hanno bisogno della fiducia dei genitori.
Mi rivolgo a te genitore, pretendere troppo talento dal proprio figlio rischia di fargli dimenticare il suo talento

Mi rivolgo a te che hai un genitore che ti dice sempre cosa devi fare – CaterpillarAM 28/03/12

Mi rivolgo a te che hai un genitore che ti dice sempre cosa devi fare.

Questa mattina mi rivolgo a tutti quei figli che hanno dei genitori che gli dicono sempre cosa devono fare, nonostante abbiano già una certa età ed esperienza. Prendo spunto da quello che è successo al tennista australiano Bernard Tomic, che nel torneo di Miami contro lo spagnolo David Ferrer, si sente suo padre, anche suo allenatore, seduto nella prima fila dietro le sue spalle, dargli migliaia di consigli e rimproverarlo a tal punto che il ragazzo chiede al giudice di mandare via suo padre, ed il giudice ha acconsentito.

Allora mi rivolgo a te che hai un genitore che ti dice sempre cosa devi fare. A chi non è successo di avere un proprio genitore che gli dicesse cosa fare e a chi non è successo di discutere con un proprio genitore perchè costui pretendeva un certo comportamento o certe decisioni. Conosco persone che hanno rovinato o addirittura chiuso i rapporti per l’invadenza dei propri genitori. :-?
Ma pensa un attimo. Non è forse normale che un genitore si preoccupi del benessere del figlio? Non è forse normale che se tuo padre o tua madre pensano che quella sia la cosa che ti faccia bene, semmai non subito, ma nel medio lungo termine non pretendano da te quella scelta? Se tu fossi genitore non faresti di tutto per il bene di tuo figlio? Lo so alcuni pensano, ma non è così che si dimostra il bene. E’ vero, forse questo non è precisamente il modo in cui vorremmo che ci fosse dimostrato :-? ma non si può pretendere che il genitore si snaturi per far piacere a te figlio. ;-) Quando tuo padre o tua madre si dimostrano invadenti e qualcuno potrebbe dire anche un pò rompiscatole, pensa che quello è il loro modo per dimostrati che ti vogliono bene, difficile da condividere e accettare…ma il bene non ha regole e forme.
E poi ricordiamo che quando si punta un dito verso una persona ce ne sono altri tre che puntano verso di noi.
Stamattina mi sono rivolto ai figli… domani ai genitori.

Mi rivolgo a te che sei arrabbiato – CaterpillarAM 27/03/12

Mi rivolgo a te che sei arrabbiato.

Questi giorni per molti lavoratori dovrebbero essere giorni di gioia, si riscuote lo stipendio, sul conto si vede l’addebito :-? (ormai l’accredito è ipotecato e diventa addebito) mensile, che sai già che entro due giorni sarà dimezzato… ma comunque è sempre una soddisfazione. Peccato che per avere una decurtazione dello stipendio non serve aspettare la rata del mutuo o della macchina, basta sapere che le addizionali regionali e comunali avranno già il loro effetto facendo trovare nell’uovo di pasqua un meno che va da 51 a 98 euro. :evil: :evil:

Proprio in questo periodo in cui la benzina sta raggiungendo la vetta dei 2 Euro, di certo queste sorprese in busta paga non fanno felici, anzi forse creano uno stato difrustrazione e ancora di più rabbia, hai lavorato duro e adesso ti trovi anche il regalo!!!

Mi rivolgo a te che sei arrabbiato. Il popolo occidentale, a differenza di quello orientale, quando si arrabbia di certo non se lo tiene per se. Anzi alcune volte si va quasi orgogliosi di arrabbiarsi, di provare , perdonatemi, incazzo… Bene di certo tenersi dentro la rabbia non fa di certo bene, anzi … si dice che la rabbia faccia venire l’ulcera. Allora sfogala si ma in modo ecologico, in modo da non far danno all’altrui persona. Una volta ho letto che la rabbia viene creata generata ed alimentata da un senso di impotenza, dalla sensazione che non si riesce a cambiare le situazione.
A questo punto forse, invece di generare di alimentare la rabbia sarebbe il caso di evitare quella sensazione di impotenza… e se proprio non ci si riesce… rendersi conto che la rabbia non lascia spazio all’amore nella nostra vita. E come diceva un mio maestro Dove c’è amore non c’è rabbia (solo uno stipendio più basso).

Mi rivolgo a te donna che sogni di diventare Capo – CaterpillarAM 26/03/12

Mi rivolgo a te donna che sogni di diventare Capo.

La sveglia di questa mattina viene dedicata alle donne, ambiziose, leali, intraprendenti, che si intendono di politica e che credono che il nostro Stato abbia bisogno di una figura femminile al suo vertice. Perchè Il Capo dello stato Giorgio Napolitano ha iniziato a ricordare che il prossimo anno scadrà il suo mandato e che “è ormai necessario passare la mano, è necessario che si facciano avanti altri per la carica di presidente della Repubblicae perchè non una donna?.

Mi rivolgo a te donna che sogni di diventare Capo.

Fatti sentire!

Prima ti fai sentire prima avrai la possibilità di essere esattamente dove tu vuoi. Alcune volte fare pensieri limitanti  del tipo non sono all’altezza, tanto ci sono dei pregiudizi nei miei confronti, nessuno mi prenderà sul serio oppure penseranno che sono scesa a compromessi ed infine sono tutti maschilisti: non serve a nulla, non ti aiuta. Anzi ti mette in una situazione di subire il giudizio degli altri, di dipendere addirittura dal loro giudizio. La regola omnia è sempre la stessa, se credi in quello che dici e quello che fai… portalo avanti… ci sarà sempre , ma sempre , ma sempre chi criticherà e giudicherà senza sapere. E non c’è niente di peggio che giudicare senza sapere.

MI rivolgo a te donna che sogni di diventare Capo. Che aspetti, non nasconderti dietro un bel sorriso, ma piuttosto impugna il tuo coraggio e buttati in questo mondo di maschiacci che fanno un sacco di ca….. 

MI rivolgo a te che devi parlare negli occhi in 90 secondi – CaterpillarAM 23/03/12

Ieri vi ho raccontato che, come mi ha insegnato Mr. Joel Roberts, si può essere incisivi in soli 90 secondi. :roll: Allora oggi vi chiedo di far partire un cronometro per vedere se anche io ci riesco a dirvi tutto in meno di 90 secondi. Datemi il via!

Se non riesci a scrivere la tua idea sul retro del mio biglietto da visita, significa che la tua idea non è chiara. Ho sentito questa frase diverse volte nella mia vita e solo ora capisco che dietro ad un biglietto da visita c’è lo spazio per scrivere tutto ciò che serve per trasferire in modo efficace un’idea o un progetto o un’azione. Ma bisogna ricordarsi anche che non basta scrivere bene, infatti la seconda regola che mi ha spiegato Joel è che quando parli con qualcuno, non importa se di persona o al telefono, se stai pronunciando un discorso di fronte ad un pubblico o le tue parole sono scritte in un articolo o in un libro… in qualunque momento o modo tu devi guardarlo negli occhi, ovvero devi arrivare alla parte sua più profonda. Le persone sono stanche di sentirsi dare consigli su come fare le cose, su perché farle, le persone sono stanche di sentirsi un numero: vogliono e devono sentirsi prima di tutto un cuore, un’anima, con sentimenti e difficoltà, con speranze e perché no illusioni… 8-O

Non esiste una vita facile, ma penso che non esista neppure una vita troppo difficile, esiste una vita che ti mette alla prova e per questo vale la pena arrivare alla fine con onore ed orgoglio. Ed alcune volte bastano 90 secondi per tirare fuori un sorriso ed infondere un po’ più di sicurezza, ricordandoci che non siamo soli.

STOP. (80”) :lol:

Mi rivolgo a te, saper parlare bene ed in modo forbito non significa farsi capire – 22/03/12

Mi rivolgo a te, saper parlare bene ed in modo forbito non significa farsi capire.

Oggi si cambia, non ci sarà nessun mi rivolgo a te. E tutto parte da un pensiero che mi ripeto da quando ho 17 anni: NON CI CREDO. Perché da quando avevo 17 anni La mia prof d’Italiano e Latino dopo l’ennesimo 4 meno meno preso al tema mi disse due cose: Maserati Lei , nella sua vita, non scriverà mai un libro e non farà mai un lavoro in cui si deve parlare in pubblico. :evil: :evil:

Ho un difetto, quando qualcuno mi dice che non farò mai qualcosa,io NON CI CREDO e mi ci butto “anima e core” : per ora ho solo collaborato alla stesura di un libro, ma da 10 anni non solo faccio un lavoro in cui parlo in pubblico tutte i giorni ma addirittura mi dicono che sono un esperto nel parlare in pubblico e nell’insegnarlo. La prof di Italiano, si era sbagliata. Da quel giorno decisi di studiare la comunicazione e la sua efficacia e grazie a questo mio interesse  la scorsa settimana mi trovo faccia a faccia con un vostro collega americano tale Joel Roberts un simpatico uomo di 1 metro e 40 con le orecchie a sventola che per 20 anni ha tenuto un talk show radio presso la KABC di Los Angeles, stiamo parlando della capitale mondiale della radio. E mi ha spiegato una cosa troppo rivoluzionaria per non potervela raccontare: ovvero come avere una comunicazione d’impatto. Oggi vi spiego la prima regola che recita: saper parlare bene ed in modo forbito non significa farsi capire. Mi sono cadute mille certezze… E a questo ha aggiunto che in un mondo che va sempre più di fretta bisogna farlo in pochissimo tempo, massimo dare un messaggio efficace in 90 secondiFarsi capire significa immedesimarsi nell’altro, non mettersi su un piedistallo, ma piuttosto arrivare al cuore delle persone. Parlare in modo concreto e umano. Ricordando che nessuno nasce imparato.

Mi rivolgo a te : quanto è d’impatto la tua comunicazione?

Ps: Saluti alla mia prof. d’Italiano e Latino si chiamava Ferrari.

Mi rivolgo a te a cui la primavera gioca brutti scherzi – CaterpillarAM 21/03/12

Mi rivolgo a te a cui la primavera gioca brutti scherzi.

La primavera bussa alle porte…Se quella meteorologica è ormai iniziata da quasi un mese quella astronomica solo da 24 ore, per la precisone dalle 6,14 di ieri, attimo in cui si è verificato l’equinozio di primavera.

E l’aria di primavera oltre a portare un pò di allergie, ha degli effetti strani sull’organismo. Si sente la fatica in modo diverso, alcune volte la voglia di fare le cose aumenta, ma tante volte diminuisce l’attitudine al sacrificio e all’impegno, la concentrazione è altalenante. Se durante l’inverno guardare fuori dalla finestra non era un gran che motivante, a primavera tutti i colori cambiano, le giornate sembrano quasi ipnotizzarti e portarti in un mondo parallelo.
Mi rivolgo a te a cui la primavera gioca brutti scherzi. Restare sul pezzo è impegnativo ma non impossibile.Ci sono alcuni segreti che ti permettono di sbarcare il lunario con più entusiasmo senza perder nulla. A primavera spesso si sente di avere poco tempo per se, perchè tutto fiorisce e sboccia , e tu ti vedi ancora invernale, ti porti dietro un pò di grigiore e di freddo. Allora ogni giorno cerca di organizzarti per dedicare un pò di tempo a te. Nello studio del comportamento umano si è notato che se si prendono delle nuove abitudini al cambio di stagione, si mantengono per più tempo, forse è un caso o forse no. Un altro segreto per rimanere sul pezzo è lavorare di meno, ovvero diminuire il tempo che si impiega per fare le cose, aumentandone la produttività, fa sentire più vivi e più rilassati, poichè avanza tempo per se.
Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.
Pablo Neruda

Mi rivolgo a te che puoi farti capire ancora meglio – CaterpillarAM 20/03/12

Mi rivolgo a te che puoi farti capire ancora meglio.

Oggi svegliamo la Kate Middleton che è dentro ognuno di noi. :-P :-P ;-)

Mi spiego meglio, Kate la duchessa e futura regina, alcuni giorni fa per la prima volta pronuncia il suo primo discorso in pubblico. E voi direte che cosa ci azzecca con noi? Tutti prima o poi si trovano a dover parlare in pubblico, o ad una riunione o ad un esame, alla cena di classe oppure con un cliente e capita a fagiolo perche proprio ieri ho terminato una serie di lezioni su come avere una comunicazione efficace quando parli di fronte ad una o più persone. Allora riassumiamo in tre punti chiave la lezione di ieri.

Mi rivolgo a te che puoi farti capire ancora meglio.
Prima cosa, lungo non vuol dire efficace: ovvero come in molte aree della vita anche nella comunicazione vale la regola che non importa quanto sia lungo … il tuo discorso. Anzi breve è meglio, infatti KAte ha fatto un discorso di soli 3 minuti.
In secondo luogo , sii te stesso … non voler apparire ciò che non sei… quando si parla in pubblico è come se si fosse difronte ad un amplificatore, come se ci fosse una lente d’ingrandimento che esalta i nostri pregi ma anche i nostri difetti, a tal proposito ciò che la critica ha apprezzato è la semplicità che ha dimostrato la Duchessa di Cambridge.
Ed infine, non per ultimo, il sorriso e l’entusiasmo premiano sempre. Avere sempre un tono brillante e una linguistica chiara aiuta ed essere capiti meglio, insomma il segreto è sempre il solito: PaRlArE PoTaBiLe.